Cosa significa vincere il derby della Mole
Per il torinese che cammina impettito nei freddi viali della propria città il giorno dopo il Derby porta emozioni contrastanti.
La Città, a fine Febbraio, è ancora fredda ma qualche raggio di sole rende piacevole la passeggiata pensierosa. Nel Derby questa è frequente. Meno equilibrato del Derby di Milano, meno agitato di quello della Capitale, il derby della Mole è contraddistinto da una sfera borghese e aristocratica che lo rende unico. La stracittadina si respira fin dal Lunedì precedente e vive di di gol e ricordi: reti di Platini, di Combin e coreografie varie.
Che la partita cominci prima è un fatto noto, soprattutto nei quartieri dei veri torinesi. Il vero torinese tifa Toro, la squadra che porta il nome della propria Città. La Juventus è nata in un Liceo, il Toro è sinonimo di leggenda e Superga.
Il Toro rimane nelle mura della città, la Juventus ha conquistato il mondo, nel segno dello stile sabaudo, con milioni di tifosi al seguito: al suo livello solo Real Madrid e Manchester United. Riconoscere chi cammina per strada è semplice, basta guardare gli occhi: per il tifoso del Toro è una missione, per lo Juventino una vittoria da non mancare.
Lo sguardo basso di chi perde è un marchio, un peso, che prosegue fino al Derby successivo. Per il tifoso del Toro la maledizione va avanti da 19 anni. Da ieri continuerà ancora per un po’, grazie a Tevez.
Alessio Giaccone
24 febbraio 2014




