Casa Russa a Roma inaugura la nuova stagione con una mostra dedicata a Prokofiev e Šostakovič

Il 3 settembre la Casa Russa a Roma inaugurerà la stagione culturale 2026-2027. Ad aprirla sarà la mostra Doppio ritratto sullo sfondo del secolo, dedicata a Sergej Prokofiev e Dmitrij Šostakovič, due tra i protagonisti più significativi della musica russa del Novecento.
A 135 e 120 anni dalla nascita dei due compositori, l’esposizione ne ripercorre le vicende artistiche attraverso un’ampia selezione di materiali provenienti dagli archivi del Museo Nazionale Russo della Musica, uno dei più grandi e antichi musei musicali del mondo. Il percorso espositivo riunisce immagini delle prime produzioni teatrali, manoscritti autografi di Prokofiev e Šostakovič, fotografie, edizioni musicali e programmi di concerto, offrendo uno sguardo sulla loro attività e sul contesto culturale nel quale si svilupparono le loro opere.
L’esposizione sarà inaugurata dal direttore generale del Museo, Mikhail Bryzgalov. La serata inaugurale sarà accompagnata anche dalla musica: verranno eseguiti alcuni brani tratti dal celebre ciclo pianistico Romeo e Giulietta, composto da Prokofiev nel 1937, insieme a musiche di Šostakovič e del suo compositore preferito, Ludwig van Beethoven. Sul palco saliranno due vincitori di concorsi internazionali, la pianista Natalia Morozova e il violinista Alexei Doulov.
Prokofiev e Šostakovič sono due figure centrali della musica russa del Novecento, accomunate da un talento straordinario ma caratterizzate da percorsi artistici e personali molto diversi. Entrambi seppero confrontarsi con le grandi trasformazioni musicali del loro tempo, sviluppando linguaggi originali e immediatamente riconoscibili. Le loro vicende si intrecciano inoltre con uno dei periodi più complessi della storia russa e sovietica, segnato da profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali.
Entrambi si cimentarono con successo nella musica sinfonica, nell’opera e nel balletto, contribuendo in modo decisivo alla definizione della cultura musicale sovietica. La loro produzione si estese inoltre al cinema e al teatro, ambiti nei quali seppero sperimentare nuove forme di espressione e raggiungere un pubblico più ampio. Oltre a essere pianisti di grande livello, sia Prokofiev sia Šostakovič coltivarono una forte passione per gli scacchi.
Pur seguendo strade differenti, entrambi si confrontarono costantemente con il rapporto tra arte e società e con le tensioni del loro tempo. La guerra, la pace, la memoria e il destino collettivo divennero così temi ricorrenti nelle loro composizioni. Prokofiev e Šostakovič lasciarono due eredità profondamente diverse, ma entrambe fondamentali per comprendere l’evoluzione della musica russa del Novecento e il complesso rapporto tra creatività artistica e storia.




