Moldova in festa: 35 anni dall’indipendenza tra storia e tradizioni

Il 27 agosto la Repubblica di Moldova celebra la propria Festa dell’Indipendenza, ricorrenza che nel 2026 assume un significato particolare: sono trascorsi esattamente 35 anni dalla proclamazione con cui il Paese si separò dall’Unione Sovietica. Per l’anniversario, le autorità hanno scelto lo slogan “L’indipendenza ci unisce” e preparato un programma di cerimonie, musica e iniziative pubbliche nel cuore di Chișinău.
La data rimanda al 27 agosto 1991, quando il Parlamento moldavo approvò la Dichiarazione d’Indipendenza, pochi giorni dopo il fallito colpo di Stato di Mosca che aveva accelerato la dissoluzione dell’Urss. Il passaggio, tuttavia, era stato preparato da un movimento di emancipazione nazionale cresciuto già alla fine degli anni Ottanta. Nel 1989 la mobilitazione popolare aveva portato al riconoscimento della lingua moldava, identificata linguisticamente con il romeno, come lingua di Stato e al ritorno all’alfabeto latino; nel giugno 1990 era poi arrivata la Dichiarazione di sovranità. L’indipendenza completò così un percorso politico e identitario destinato a cambiare definitivamente la storia del Paese.
Nel 2026 le celebrazioni ufficiali inizieranno alle 8:30 con la deposizione di fiori al monumento della “Madre addolorata”, nel complesso memoriale Eternitate, e proseguiranno davanti al monumento dedicato a Ștefan cel Mare, figura centrale della memoria storica moldava. Nel pomeriggio, la Piazza della Grande Assemblea Nazionale ospiterà una parata con oltre duemila militari e rappresentanti delle strutture di sicurezza, accompagnati da più di cento mezzi. Dalle 18 sarà invece la musica a prendere il posto delle cerimonie istituzionali, con un grande concerto di artisti moldavi.
La festa, però, non vive soltanto negli appuntamenti ufficiali. Il 27 agosto è tradizionalmente anche un’occasione per valorizzare la cultura popolare del Paese. Nelle manifestazioni organizzate nella capitale e nelle diverse località moldave trovano spazio musica folkloristica, artigianato, costumi tradizionali e danze collettive. Tra queste spicca la hora, ballo eseguito in cerchio tenendosi per mano, diffuso in Moldova e Romania e profondamente legato alle celebrazioni comunitarie. Anche la gastronomia contribuisce al clima della giornata: sulle tavole e negli eventi popolari possono comparire piatti rappresentativi della cucina moldava, dalla mămăligă alle plăcinte, preparazioni ripiene dolci o salate, fino ai sarmale, involtini di foglie di cavolo o vite.
L’anniversario del 2026 cade inoltre in una fase particolarmente delicata per la Moldova, candidata all’ingresso nell’Unione europea e impegnata a rafforzare i propri legami con Bruxelles, mentre resta esposta alle tensioni generate dalla guerra nella vicina Ucraina e alle pressioni russe. Non è casuale, dunque, che Maia Sandu abbia invitato alle celebrazioni il presidente romeno Nicușor Dan e quello ucraino Volodymyr Zelenskyy: presenze dal forte valore politico, oltre che simbolico, nel contesto regionale attuale
A 35 anni dal 1991, la Festa dell’Indipendenza rimane quindi molto più di una commemorazione istituzionale. È il momento in cui storia politica, memoria e tradizioni popolari si incontrano, mentre la Moldova continua a interrogarsi sulla propria identità e sul proprio futuro europeo.




