Da femminicidio a selfie: le parole più cercate su Treccani raccontano l’Italia di oggi

Non sono semplici parole quelle più consultate dall’inizio del 2026 sul portale Treccani. Femminicidio, maranza, fake news, overtourism, influencer, smart working, follower, rider, meme, selfie. Alcune sono nate per descrivere fenomeni nuovi, altre sono arrivate dall’inglese, altre già esistevano ma hanno assunto nuovi significati.
Le dieci parole in classifica non sono solo parole: sono lo specchio della società italiana e riflettono i temi che ci incuriosiscono, ci preoccupano e ci accompagnano ogni giorno. Non sorprende quindi che la top ten richiami fenomeni che ormai fanno parte della cronaca e del dibattito pubblico: la violenza di genere e di strada, la disinformazione online, il turismo di massa, i social network, il lavoro cambiato dalla pandemia e il modo in cui raccontiamo noi stessi.
A dominare la classifica è femminicidio, un neologismo che Treccani aveva già incoronato parola dell’anno nel 2023 proprio per la sua rilevanza sociale e culturale. La sua presenza in cima alle consultazioni del 2026 mostra quanto questa parola continui a essere necessaria per leggere una realtà che continua a occupare le pagine della cronaca.
Segue in classifica maranza, che neologismo non è. Negli anni Ottanta e Novanta il termine indicava una persona considerata rozza, zotica, spesso associata alle periferie urbane. Oggi il significato si è ampliato, indicando giovani appartenenti a gruppi di strada, riconoscibili per abbigliamento, linguaggio e atteggiamenti considerati vistosi o aggressivi.
Sul gradino più basso del podio, fake news, espressione che non ha più bisogno di traduzione. Le notizie false diffuse deliberatamente online e fatte circolare rapidamente sono diventate una presenza costante nell’ecosistema dell’informazione. La velocità con cui una notizia può passare da uno schermo all’altro ha trasformato il problema della disinformazione in una questione centrale del nostro tempo.
Cucchiaio di legno per overtourism, o turistificazione per i puristi. Un termine che racconta un altro fenomeno contemporaneo: città, monumenti e località turistiche talmente affollati da trasformare il successo di una destinazione in un problema. Il suo significato va oltre la semplice presenza di molti turisti e descrive il sovraffollamento che può provocare danni all’ambiente e al patrimonio culturale, oltre a pesare sulla vita quotidiana dei residenti.
Poi c’è il mondo del lavoro. Smart working, il lavoro da remoto, espressione diventata familiare soprattutto durante la pandemia: ci racconta di come sono cambiate le abitudini degli italiani, sempre più alla ricerca di un lavoro agile capace di conciliare vita lavorativa e privata. Rider, cioè fattorino, chi effettua consegne a domicilio, generalmente in bicicletta. Una parola che descrive non solo una categoria di lavoratori, ma anche un nuovo modello di consumo.
Gli italiani hanno cercato sul portale Treccani anche parole legate agli ambienti online: influencer, follower, meme, selfie. Insieme raccontano una trasformazione profonda avvenuta in pochi anni e mostrano quanto la tecnologia sia riuscita a cambiare i nostri gesti quotidiani, il modo in cui comunichiamo e quello in cui ci presentiamo agli altri.
Le parole che cerchiamo non descrivono soltanto ciò che accade intorno a noi. In molti casi descrivono chi siamo diventati. Del resto, la lingua cambia mentre cambiamo noi. E a volte basta consultare un dizionario per accorgersene.




