Ferrari Hypersail, quando l’ingegneria di Maranello sfida gli oceani

Il Cavallino Rampante allarga i propri orizzonti oltre l’asfalto e presenta ufficialmente il sistema di gestione energetica di Hypersail, il monoscafo oceanico full-foiling da cento piedi con cui Ferrari debutta nel mondo della vela d’altura. Il progetto, fortemente voluto dal presidente John Elkann, nasce dalla volontà di trasferire in mare il know-how ingegneristico e stilistico maturato in decenni di corse automobilistiche, con l’ambizione dichiarata di ridefinire gli standard dell’autosufficienza energetica nelle grandi traversate oceaniche. Al centro dell’innovazione c’è il sistema chiamato Winch by Wire, che converte istantaneamente in energia elettrica lo sforzo fisico dell’equipaggio applicato ai pedestal, grazie agli stessi motori elettrici impiegati sulle sospensioni attive delle supercar stradali Purosangue e F80, un chiaro esempio di come la tecnologia automotive possa trovare applicazioni del tutto inedite. Il fabbisogno energetico dei sistemi di bordo viene poi coperto durante la navigazione da un impianto integrato di raccolta solare ed eolica, con cento metri quadrati di pannelli solari calpestabili distribuiti tra ponte e murate, affiancati da turbine eoliche configurabili a poppa e da due accumulatori identici da 800 volt destinati a immagazzinare i surplus produttivi. Il progetto è guidato dal navigatore Giovanni Soldini, veterano delle regate transoceaniche con oltre trent’anni di esperienza alle spalle, mentre l’architettura navale porta la firma del francese Guillaume Verdier, figura di riferimento nella progettazione dei foil ad alte prestazioni. L’imbarcazione, lunga circa trenta metri e larga venti, con un albero che sfiora i quaranta metri per un peso complessivo di quaranta tonnellate, non è vincolata al regolamento dell’America’s Cup, pur richiamandone visivamente la filosofia costruttiva degli AC75, perché l’obiettivo di Hypersail non è la vittoria in un trofeo ufficiale ma la conquista di nuovi record di velocità sulle lunghe distanze oceaniche. Il sistema di volo a tre punti, composto da foil laterali, foil sul timone e chiglia basculante, rappresenta secondo i tecnici Ferrari una soluzione mai adottata prima su un monoscafo di queste dimensioni, resa possibile da sensori capaci di scansionare in tempo reale l’andamento delle onde e regolare automaticamente i flap. Il varo, atteso ormai a breve dopo la presentazione della livrea definitiva alla Milano Design Week, aprirà la fase dei test in mare, il vero banco di prova per una barca chiamata a resistere non ai venticinque minuti di una regata di Coppa America ma a traversate che possono durare giorni, se non settimane, senza alcuna possibilità di assistenza tecnica.




