Lamborghini guida la classifica italiana, l’Italia del lavoro premia fiducia e reputazione

Automobili Lamborghini conquista il primo posto tra le aziende italiane nella classifica “Europe’s Best Employers 2026”, lo studio firmato dal Financial Times in collaborazione con la società di ricerca Statista che ogni anno fotografa i mille migliori datori di lavoro del continente. La casa di Sant’Agata Bolognese si è piazzata al sedicesimo posto assoluto europeo, con un punteggio di 92,27 su 100, un risultato che colloca il marchio bolognese davanti a colossi ben più grandi per fatturato e numero di dipendenti, a conferma di come la reputazione di un datore di lavoro non dipenda soltanto dalle dimensioni dell’azienda.
La graduatoria si basa sulle percezioni raccolte da oltre 150.000 lavoratori in tutta Europa, interpellati su temi che vanno dal clima interno alle prospettive di carriera, dalla retribuzione all’equilibrio tra vita privata e professionale, restituendo così un ritratto piuttosto fedele di ciò che i dipendenti considerano davvero rilevante quando valutano il proprio ambiente lavorativo. Nella top 50 europea compaiono altre due realtà italiane, segno che il tessuto produttivo del paese, pur tra mille difficoltà strutturali, riesce ancora a esprimere eccellenze capaci di competere con le grandi multinazionali del nord Europa.
Anche il settore bancario e assicurativo trova spazio nella classifica, con Banca Mediolanum al 113° posto, seguita da Intesa Sanpaolo al 221° e da Unicredit al 391°, un dato che racconta la crescente attenzione degli istituti di credito verso il benessere organizzativo, terreno su cui fino a pochi anni fa la finanza tradizionale sembrava arrancare rispetto ai settori più giovani e dinamici come il tech. Il quadro si arricchisce se si guarda anche alla classifica Best Workplaces Italia 2026, elaborata da Great Place to Work sulla base di oltre 200mila questionari raccolti tra i dipendenti, che premia 75 aziende con un indice di fiducia medio dell’85%, ben distante dalla media nazionale ferma al 43%.
Un quarto delle imprese premiate appartiene al settore IT, mentre oltre sette aziende su dieci hanno sede in Lombardia o nel Lazio, a testimonianza di uno squilibrio territoriale che pesa ancora molto sulle opportunità professionali offerte nel resto del paese. Le due classifiche, pur con metodologie diverse, convergono su un punto che gli esperti del settore ripetono da tempo, ovvero che la fiducia dei lavoratori verso la propria organizzazione si traduce direttamente in performance economiche migliori, con i “Best Workplaces” italiani che registrano una crescita media dei ricavi del 20%, ben superiore all’1% rilevato dall’Istat per il resto del comparto industriale e dei servizi.




