San Gimignano o Bologna, la sfida infinita per il titolo di città più turrita d’Italia

C’è una rivalità silenziosa che attraversa la storia urbanistica italiana e che continua a dividere appassionati, storici e semplici turisti, quella tra San Gimignano e Bologna, le due città che più di ogni altra hanno costruito la propria identità sull’immagine di uno skyline punteggiato da torri medievali. Il borgo toscano, patrimonio dell’Umanità Unesco, viene spesso definito la Manhattan del Medioevo, un paragone che nasce dallo stupore che le sue guglie dovevano suscitare nei viaggiatori dell’epoca, quando il paesaggio urbano era dominato da decine di strutture verticali che testimoniavano il potere economico delle famiglie più ricche. Nel periodo di massimo splendore San Gimignano arrivava a contare fino a settantadue torri, un numero oggi ridotto a sedici, tra cui spiccano le celebri Torri Gemelle dei Salvucci in piazza del Duomo, che secondo la leggenda locale sfidarono la legge cittadina superando l’altezza della Torre Rognosa, per poi essere private della loro punta come punizione simbolica. Bologna, dal canto suo, rivendica un primato ben più ampio, perché contando torri, case torri, torri campanili e torresotti si arriva fino a ventotto strutture, un numero che scende comunque a ventidue se si escludono torresotti e campanili, restando comunque superiore a quello toscano. La disputa tra le due città, più che una semplice curiosità da manuale di storia, racconta molto di come sia complicato stabilire criteri oggettivi in questo genere di conteggi, perché i puristi bolognesi sostengono che le vere torri medievali dovessero rispettare parametri rigorosi, non essere abitate, non avere porte, finestre o balconi, ed elevarsi per almeno trenta metri su basi spesse almeno un metro e mezzo, requisiti che escluderebbero molte delle strutture di San Gimignano, dove invece le torri erano spesso abitate e ospitavano botteghe al piano terra. Applicando questi criteri più severi il conto bolognese scenderebbe fino a nove torri, mentre quello sangimignanese arriverebbe appena a quattordici, ribaltando così la classifica a favore del piccolo borgo toscano. Al di là dei calcoli e delle interpretazioni, resta il fascino di due destinazioni capaci di restituire ancora oggi l’atmosfera di un’epoca in cui l’altezza degli edifici era il simbolo più diretto del prestigio familiare, con Bologna che offre panorami suggestivi dalla Torre degli Asinelli e San Gimignano che regala dalla Torre Grossa uno sguardo sulle colline della Val d’Elsa capace di lasciare senza fiato anche il visitatore più distratto.




