Dai vicoli di Zagabria a mezza Europa: Uber e Pony.ai raddoppiano la scommessa sui robotaxi
Quattro mesi fa erano un esperimento cittadino, circoscritto a novanta chilometri quadrati tra il centro di Zagabria e il suo aeroporto. Oggi diventano un piano industriale: Pony.ai e Uber hanno annunciato l’espansione della loro partnership per portare oltre 2.000 robotaxi su strada in Europa, uscendo dalla fase pilota croata per entrare in quella che le due aziende definiscono commercializzazione su scala continentale.
Cosa cambia rispetto a Zagabria
Il progetto pilota gestito insieme alla croata Verne, controllata dal gruppo Rimac, resta il punto di partenza ma non più l’unico terreno di gioco. Il servizio zagabrese, finora prenotabile solo tramite l’app di Verne, sbarcherà a breve anche sulla piattaforma Uber, mentre altre quattro città europee entreranno nel programma, per ora senza nome. Sul fronte tempistiche, il comunicato congiunto non si sbilancia: né i nomi delle città né una data di avvio sono stati resi pubblici.
Chi fa cosa
Il meccanismo alla base dell’operazione non è nuovo, ma viene ora messo alla prova su scala più ampia. Da una parte c’è la tecnologia: Pony.ai mette sul tavolo la guida autonoma di Livello 4, oltre all’esperienza operativa maturata gestendo flotte di grandi dimensioni. Dall’altra la distribuzione: Uber offre l’infrastruttura software con cui gli utenti già prenotano corse in tutto il mondo, dalla app alla gestione dei pagamenti. Un terzo tassello, quello della gestione quotidiana delle vetture sul territorio, resta affidato a partner locali come Verne , lo schema già sperimentato in Croazia.
Il precedente croato e il contesto europeo
Il caso Zagabria resta il precedente diretto. L’8 aprile 2026 la capitale croata è diventata la prima città europea con un servizio commerciale di robotaxi a pagamento, con vetture di settima generazione di Pony.ai operative dalle 7 alle 21 su un’area che includeva centro storico e aeroporto, prenotabili tramite l’app Verne. Le corse erano partite con una tariffa promozionale di 1,99 euro, esplicitamente come fase di test prima di un’espansione più ampia, quella che l’annuncio odierno mette nero su bianco.
Il resto del settore si muove in parallelo. A Londra Uber ha un accordo separato con Wayve Technologies, che ha ottenuto l’autorizzazione per un servizio di robotaxi supervisionato, segno che la partita sulla guida autonoma in Europa coinvolge più operatori contemporaneamente. La dimensione della flotta resta la variabile decisiva: più veicoli in strada significano più dati per dimostrare la sicurezza ai regolatori e maggiore convenienza operativa del servizio, osserva un’analisi della CNBC. Su questo indicatore, il riferimento globale è ancora distante: Waymo guida la classifica mondiale con circa 5.000 veicoli, concentrati principalmente negli Stati Uniti.
Per ora, quindi, l’Europa dei robotaxi resta un cantiere aperto: un nome solo confermato -Zagabria -quattro ancora da svelare, e un modello che punta a diventare, nelle parole delle due aziende, uno standard replicabile città dopo città.




