Un’altra bomba per Ranucci. Angela Camuso lo accusa di avances dopo un colloquio di lavoro
Sempre lui, l’uomo dell’estate. Non c’è pace per Sigfrido Ranucci: il suo nome è ormai fisso sulle pagine dei giornali nazionali, tra il caso Lavitola e le polemiche che ne sono seguite. Questa volta però la storia è diversa e a raccontarla è una donna.
Angela Camuso, giornalista d’inchiesta e scrittrice, ha affidato a una lettera pubblicata da Il Tempo il 20 agosto la testimonianza di quelle che descrive come una serie di avances ricevute da Ranucci.
Era il 2018 e Camuso inviava il proprio curriculum a Ranucci per collaborare come giornalista per Report. Quindici anni di lavoro come cronista e reporter, ma con un sogno: entrare nella redazione di uno dei programmi d’inchiesta di punta della Rai.
Angela Camuso non inizierà mai a lavorare per Report. Perché, secondo il suo racconto, Sigfrido Ranucci inizia a inviarle una serie di messaggi fuori luogo, facendole complimenti per il suo aspetto. Poi il primo incontro nel suo ufficio nella sede Rai di via Teulada. Lei felice dell’opportunità, pronta a presentare le proprie idee per alcuni servizi; lui distratto, alle prese con una serie di telefonate. Infine, quei messaggi con il riscontro sul colloquio: Camuso era stata l’unica cosa bella che Ranucci aveva visto quel giorno. Non un commento sulle sue proposte né sul suo operato, ma solo «cose stupide» e nuovamente fuori luogo, come scrive Camuso nella lettera.
Quella raccontata da Camuso non è una dinamica inedita: avances e abusi di potere sul posto di lavoro sono una realtà con cui molte donne si trovano ancora a fare i conti. E, secondo il racconto di Camuso, anche questa storia finisce come molte altre: dopo aver ricevuto un no, Ranucci si defila, non rendendosi più disponibile a incontrare la giornalista per approfondire le sue idee di inchiesta.
E così torna alla mente il racconto affidato da Ranucci alle pagine del suo libro. In La scelta, pubblicato nel 2024, il giornalista racconta infatti del proprio rapporto con un’aspirante stagista e quello con una fonte giornalistica: passaggi che l’autore ha ricondotto a finzione narrativa, ma che alla luce delle accuse di Camuso assumono oggi un nuovo contorno. A sottolinearlo è la vicepresidente della Commissione Vigilanza Rai, Augusta Montaruli, che ha parlato di «grave commistione tra sfera privata e professionale» da parte di un giornalista che «si è sempre posto come un baluardo dell’etica del servizio pubblico».
Nelle ultime ore Ranucci ha comunque respinto le accuse. Intervenuto ad Asiago, dove presentava il suo ultimo libro, il conduttore di Report ha fatto riferimento alla ricostruzione della giornalista, ricordando di essersi già trovato in passato a fare i conti con una vicenda simile e sottolineando come le inchieste si siano concluse con un’archiviazione.




