Roberto Occhiuto rilancia Forza Italia per un centrodestra più liberale

Roberto Occhiuto lancia la sua idea di centrodestra per la prossima legislatura. Il presidente della regione Calabria e vicesegretario di Forza Italia, nell’intervista concessa ad Alberto Mattioli per Il Foglio, invita il partito a uscire dal ruolo di semplice forza moderata della coalizione e a tornare protagonista con una propria agenda politica.
Tre sono i temi attorno ai quali si sviluppa il ragionamento del governatore: il ruolo di Forza Italia all’interno della coalizione, il rapporto con il fenomeno politico rappresentato da Roberto Vannacci e il bilancio di fine mandato del governo guidato da Giorgia Meloni. Tre questioni diverse, ma accomunate dalla stessa convinzione: il centrodestra deve rafforzare la propria identità attraverso un programma fondato su riforme, semplificazione amministrativa e crescita economica.
Serve un cambiamento nel centrodestra e Forza Italia può contribuire. Deve però smettere di aspettare e tornare ad assumere un ruolo più attivo nella maggioranza: non basta più essere la componente moderata, quella chiamata a bilanciare gli alleati o a ricordare il profilo europeista della coalizione. Non può più solo reagire alle iniziative, ma deve proporsi attivamente per definire la direzione del centrodestra.
Occhiuto richiama la propria esperienza alla guida della Calabria per proporre un modello da seguire, fondato sulla semplificazione, sull’apertura al mercato e sulla capacità di trasformare le riforme in risultati concreti. È questa, nella sua visione, la direzione che Forza Italia dovrebbe imprimere all’intera coalizione: sburocratizzazione, riduzione della pressione fiscale, liberalizzazione, garantismo e diritti civili.
Non si tratta soltanto di riaffermare la propria identità di partito. L’obiettivo è incidere concretamente sulle scelte della maggioranza, facendo sì che Forza Italia non rappresenti solo l’area moderata del centrodestra, ma contribuisca a orientarne l’agenda e le priorità di governo, portando una linea più liberale e spostando la coalizione sul terreno delle riforme.
La nuova posizione di Forza Italia inciderebbe anche sul futuro degli equilibri interni alla maggioranza. Occhiuto riconosce la leadership di Giorgia Meloni, a cui affida un giudizio più che positivo, rivendicando i risultati ottenuti dal suo governo e sostenendo che abbia dimostrato di poter governare da destra senza cedere al populismo. Ma è consapevole che non può fare tutto da sola: la componente riformista del centrodestra è rimasta troppo spesso in secondo piano, lasciando alla presidente del Consiglio il compito di guidare non soltanto il governo ma l’intero spazio politico della maggioranza.
E poi c’è l’incognita Roberto Vannacci. Il possibile ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione preoccupa Occhiuto. Il problema non è solo la distanza sui contenuti, ma anche una questione elettorale: i consensi conquistati da un’offerta populista rischierebbero di sottrarre voti a quell’elettorato moderato e liberale che Forza Italia considera invece essenziale per allargare il campo del centrodestra.
L’avanzata del populismo alla Vannacci potrebbe inoltre spingere Meloni a inseguire il nuovo arrivato sul suo stesso terreno. Per evitare ciò, la proposta di Occhiuto è un’altra: il centrodestra dovrebbe consolidare la propria vocazione di forza di governo, valorizzando la componente liberale, europeista e riformatrice della coalizione, lasciando da parte derive demagogiche.
Il messaggio di Occhiuto è rivolto prima di tutto al suo partito: Forza Italia non può limitarsi a essere il contrappeso moderato della maggioranza. Deve tornare a costruire una proposta politica e a contendersi, insieme agli alleati, la direzione del centrodestra. Perché la sfida del 2027 non sarà soltanto confermare al governo la coalizione, ma decidere quale centrodestra costruire per gli anni successivi: più liberale e riformista o sempre più orientato verso il populismo.




