Caso Ranucci: arrestato con misura cautelare Valter Lavitola

A quasi dieci mesi dall’esplosione davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, l’inchiesta sull’attentato arriva a una nuova e pesante svolta. Valter Lavitola è stato arrestato e trasferito in carcere: secondo la Procura di Roma sarebbe stato lui a commissionare l’attacco contro il giornalista e conduttore di Report. La misura cautelare è stata disposta dal gip di Roma nell’ambito dell’indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi. A eseguirla sono stati i carabinieri del Nucleo Investigativo. Nei confronti di Lavitola vengono contestati diversi reati, tra cui quelli legati all’utilizzo dell’ordigno esplosivo, con l’aggravante del metodo mafioso. Per l’ex giornalista-editore l’accusa comprende inoltre quella di strage.
Valter Lavitola è nato a Salerno nel 1966. La sua attività politica e giornalistica comincia negli anni Ottanta, quando, nel 1984, entra nel Partito Socialista Italiano. In giovane età aderisce inoltre a una loggia massonica con sede a Roma. Nel 1996 dà vita a una cooperativa nel settore dell’informazione che acquisisce la proprietà e la gestione editoriale del quotidiano L’Avanti!. La testata viene successivamente chiusa, per poi tornare in edicola nel 2003 con Lavitola alla direzione. Nel corso degli anni, il rapporto con Silvio Berlusconi contribuisce ad avvicinarlo alla politica. Nel 2004 si candida alle elezioni europee con Forza Italia nella circoscrizione Sud. Ottiene circa 54 mila preferenze, un risultato che tuttavia non gli permette di conquistare un seggio al Parlamento europeo.
L’attentato risale alla notte del 16 ottobre 2025, quando un ordigno esplose davanti all’abitazione di Ranucci a Pomezia, nella provincia di Roma. L’esplosione provocò danni e fece scattare immediatamente un’indagine della Direzione distrettuale antimafia. Quattro persone erano state fermate tra Napoli e Avellino lo scorso giugno: Pellegrino D’Avino, Marika De Filippi, Saverio Mutone e Antonio Passariello, quest’ultimo indicato dagli investigatori come una delle figure di riferimento del gruppo. La ricostruzione della Procura attribuisce ai quattro compiti differenti nella preparazione e nell’esecuzione dell’attacco. Il gruppo avrebbe agito dietro compenso e, secondo gli elementi raccolti dagli inquirenti, sarebbe stato D’Avino a mantenere i contatti con l’intermediario.
Il gip ha disposto anche l’arresto di Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni, accusato di aver fatto da collegamento tra Lavitola e la banda. Tavares, però, non si trova in Italia. Secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe attualmente in Africa ed è quindi considerato latitante. La sua posizione è particolarmente importante nella ricostruzione accusatoria: sarebbe stato lui, secondo i pm, a ricevere l’incarico e a individuare le persone in grado di procurarsi l’esplosivo e portare a termine l’azione contro Ranucci.
Tra gli elementi raccolti dagli investigatori c’è anche un episodio avvenuto circa un mese prima dell’attentato. Il 16 settembre 2025, secondo la ricostruzione dell’accusa, Lavitola avrebbe effettuato insieme a Tavares un sopralluogo nei pressi dell’abitazione di Ranucci a Pomezia. Un passaggio che per gli investigatori assume un peso particolare nella ricostruzione dei preparativi dell’attacco. Lavitola aveva però fornito una versione diversa, sostenendo di conoscere Ranucci da tempo e di frequentare quella zona. Saranno ora gli sviluppi dell’inchiesta a stabilire il significato di quella presenza e il suo eventuale collegamento con l’attentato.
Secondo il gip di Roma, Valter Lavitola avrebbe ideato l’attentato contro Sigfrido Ranucci con l’obiettivo di rafforzare la popolarità del conduttore di Report e favorirne una possibile ascesa politica, senza però mettere realmente in pericolo la sua vita o quella dei familiari. L’azione, nelle ricostruzioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare, avrebbe dovuto apparire come una grave intimidazione di stampo mafioso, capace di suscitare indignazione nell’opinione pubblica e accendere ulteriormente i riflettori su Ranucci.




