Turismo senza confini, da Nova Gorica-Gorizia 2025 nuove prospettive per la cooperazione transfrontaliera
Turismo e cooperazione oltre il confine
Il futuro del turismo nell’area tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia passa sempre più attraverso la collaborazione tra territori, la valorizzazione delle rispettive peculiarità e una visione condivisa delle opportunità offerte dall’area di confine. È quanto emerso nel corso del secondo “Incontro Romano”, svoltosi ieri presso la sede di rappresentanza della Regione Friuli Venezia Giulia a Roma e promosso dall’Ambasciata della Repubblica di Slovenia insieme alla senatrice della Repubblica Italiana Tatjana Rojc.
L’appuntamento, dedicato al turismo nell’area transfrontaliera dopo l’esperienza di Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025, ha riunito rappresentanti istituzionali e operatori del settore per riflettere sulle prospettive future della collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia. Sono intervenuti la senatrice Tatjana Rojc, il direttore generale di PromoTurismoFVG Iacopo Mestroni, il direttore dell’Ente Sloveno per il Turismo in Italia Aljoša Ota e l’ambasciatore della Repubblica di Slovenia in Italia Matjaž Longar.
Il confine come valore aggiunto
Nel corso del dibattito è stato sottolineato come l’esperienza della Capitale Europea della Cultura abbia contribuito a rafforzare la visibilità internazionale del territorio transfrontaliero e a consolidare una collaborazione che oggi guarda oltre i singoli confini amministrativi e nazionali. Dagli interventi è emersa l’idea di un territorio capace di trasformare la propria posizione geografica in un valore aggiunto. La possibilità di attraversare in pochi chilometri realtà diverse per lingua, cultura e tradizioni viene infatti considerata una delle caratteristiche più attrattive dell’area transfrontaliera, sempre più apprezzata da un turismo orientato alla scoperta e alle esperienze autentiche. Tra gli esempi citati durante l’incontro figura il territorio del Collio-Brda, considerato un modello di cooperazione transfrontaliera nel settore enogastronomico e dell’ospitalità. Un’altra esperienza significativa è quella dell’area montana tra Sella Nevea e Kanin, dove la collaborazione tra i due versanti punta a valorizzare in modo integrato le opportunità offerte dal turismo sportivo e outdoor. Particolare attenzione è stata riservata anche ai progetti di mobilità lenta e agli itinerari che attraversano il confine, come l’Alpe Adria Trail e il Walk of Peace, percorsi che uniscono territori diversi attraverso il patrimonio naturale, storico e culturale condiviso. Nel suo intervento, Aljoša Ota ha ricordato l’impegno della Slovenia nella promozione di un modello turistico fondato sulla sostenibilità e sulla qualità dell’offerta, evidenziando come la tutela dell’ambiente e delle identità locali rappresenti oggi uno degli elementi più richiesti dai visitatori internazionali.
Dalle eccellenze locali agli itinerari condivisi
A fare da sfondo all’intero confronto è stata la consapevolezza che il percorso avviato con Nova Gorica-Gorizia 2025 abbia aperto nuove prospettive per l’intera area transfrontaliera. Più che un punto d’arrivo, infatti, l’esperienza della Capitale Europea della Cultura si è confermata una base su cui costruire nuove progettualità condivise, in grado di rafforzare la visibilità internazionale del territorio e di tradursi in opportunità concrete di sviluppo per le comunità locali.
Uno sguardo al futuro
L’incontro romano ha così confermato la volontà di proseguire il percorso di collaborazione avviato negli ultimi anni, nella convinzione che la valorizzazione congiunta del territorio rappresenti una delle principali opportunità di sviluppo per l’intera area compresa tra le Alpi e l’Adriatico.




