Sessant’anni del Cimarrón: Miguel Barnet a Roma
Ieri, 25 maggio, l’Ambasciata di Cuba a Roma ha ospitato un incontro speciale per celebrare il sessantesimo anniversario di Biografia di un Cimarrón. Questo capolavoro di Miguel Barnet ha portato al centro della letteratura mondiale la voce di Esteban Montejo, uno schiavo fuggito che è il protagonista di una storia collettiva di resistenza e identità. La serata è stata densa di emozioni e ha intrecciato letteratura, tradizione e memoria storica davanti a un pubblico molto attento e partecipe.
Un libro che ha cambiato la letteratura latinoamericana
Biografia di un Cimarrón è molto più di un romanzo: è un documento antropologico, una testimonianza orale trascritta con rigore e sensibilità poetica. Miguel Barnet ha raccolto la storia di Esteban Montejo, che all’epoca aveva oltre cento anni, e l’ha trasformata in letteratura senza tradirla. Il libro ha inaugurato il genere della novela-testimonio, un formato narrativo che ha influenzato profondamente la scrittura latinoamericana dei decenni successivi.
Sessant’anni dopo, il testo non ha perso nulla della sua forza: è ancora oggi adottato nelle università di tutto il mondo come esempio emblematico di come la letteratura possa farsi strumento di memoria collettiva e giustizia storica.
Un cubano innamorato dell’Italia
Al cuore della serata c’era Miguel Barnet in persona, scrittore e poeta. Con spirito vivace e memoria nitida, Barnet ha condiviso con il pubblico i ricordi dei suoi incontri con alcuni dei più grandi nomi della letteratura italiana. D’altronde Barnet ha ottenuto un dottorato honoris causa dalla Sapienza di Roma in italianistica.
Ha evocato Italo Calvino incontrato da bambino, il rapporto con Alberto Moravia e con il poeta Salvatore Quasimodo, figure che hanno segnato il suo percorso intellettuale e umano. I suoi racconti, unici per ironia e affetto, hanno restituito al pubblico l’immagine di un mondo culturale in cui Cuba e Italia dialogavano con inaspettata intimità nella prima repubblica, accomunate da una stessa passione per la parola e l’impegno politico.
La rumba come patrimonio vivo
La serata non si è fermata alla letteratura. È stato presentato il progetto La Ruta de la Rumba 2026, un’iniziativa ambiziosa che intende valorizzare e far circolare la rumba cubana, riconosciuta dall’UNESCO patrimonio immateriale dell’umanità, attraverso un percorso culturale internazionale.
L’obiettivo è costruire una rete di eventi, residenze artistiche e scambi tra musicisti che attraversi più paesi, portando la rumba fuori dai circuiti folkloristici per restituirle il rango di espressione artistica viva e in continua evoluzione.
Avvicinandosi al termine della serata, sono stati proiettati video di musica e balli tradizionali promossi da La Ruta de la Rumba




