Giornata Mondiale delle Api, a Roma il richiamo di Slovenia e Italia: “Difendere gli impollinatori significa proteggere il futuro”
Nel cuore di Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, si è celebrata ieri la Giornata Mondiale delle Api con un “Incontro Romano” promosso dall’Ambasciata della Repubblica di Slovenia e dalla senatrice Tatjana Rojc. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, studiosi e rappresentanti del mondo agricolo per riflettere sul ruolo fondamentale degli impollinatori nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e della sicurezza alimentare.
L’ambasciatore sloveno Matjaž Longar ha ricordato come la Giornata Mondiale delle Api sia stata proclamata dalle Nazioni Unite nel 2018 proprio su iniziativa della Slovenia, con il sostegno dell’Italia. La scelta del 20 maggio non è casuale: coincide infatti con la nascita di Anton Janša, pioniere sloveno dell’apicoltura moderna e primo insegnante ufficiale di apicoltura alla corte di Maria Teresa d’Austria.
Nel suo intervento, l’ambasciatore ha sottolineato il profondo legame tra la Slovenia e la cultura apistica, tanto che il Paese è stato il primo al mondo a riconoscere l’apicoltura come patrimonio culturale immateriale. “Le api – ha spiegato – non sono soltanto produttrici di miele, ma autentiche sentinelle ambientali”. Dalla loro salute dipende infatti l’equilibrio degli ecosistemi: oltre il 90% delle piante selvatiche e circa un terzo del cibo consumato dall’uomo dipendono dall’impollinazione.
Un tema ripreso anche dalla senatrice Rojc, che ha evidenziato come la tradizione slovena dell’apicoltura affondi le proprie radici nel fermento scientifico e culturale del Settecento illuminista. La parlamentare ha ricordato figure centrali della cultura slovena come Sigismund Zois e soprattutto Anton Janša, autore di trattati innovativi che rivoluzionarono l’allevamento delle api, introducendo pratiche moderne ancora oggi considerate fondamentali.
L’intervento del professor Silvio Garattini, collegato da remoto, ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra salute ambientale e salute umana, mentre il senatore Silvio Franceschelli ha portato la testimonianza concreta di chi vive quotidianamente il mondo agricolo.
Con passione e competenza, Franceschelli ha raccontato la propria esperienza da apicoltore amatoriale, descrivendo l’alveare come “un mondo perfetto”, popolato da migliaia di api organizzate in una struttura complessa e armoniosa. Un sistema naturale che oggi però è minacciato dai cambiamenti climatici, dalla diffusione di insetti alieni e dall’uso eccessivo di pesticidi.
Il senatore ha spiegato come le api rappresentino veri bioindicatori ambientali: dall’analisi del polline raccolto è possibile individuare tracce di inquinamento e fitofarmaci. Ha inoltre lanciato un appello alla politica affinché si investa maggiormente nel monitoraggio dei patogeni e degli insetti invasivi che stanno mettendo in crisi agricoltura e apicoltura in tutta Europa.
Accanto all’emergenza ambientale, Franceschelli ha affrontato anche il tema economico, evidenziando le difficoltà delle piccole aziende agricole strette tra costi di produzione elevati e redditività sempre più bassa. Secondo il senatore, la sostenibilità passa anche attraverso la multifunzionalità delle imprese agricole e l’accorciamento delle filiere produttive, per garantire un giusto compenso ai produttori e prezzi accessibili ai consumatori.
L’incontro si è concluso con un forte messaggio condiviso: proteggere le api significa proteggere il futuro del pianeta. Un impegno che richiede collaborazione internazionale, ricerca scientifica e una nuova consapevolezza culturale sul rapporto tra uomo e natura.




