Antonelli non si ferma più, terza vittoria consecutiva a Miami
Lo stop di aprile dovuto all’attuale guerra in Medio Oriente che ha costretto a cancellare le gare in Bahrein e Arabia Saudita doveva essere un momento per cambiare alcune parti del regolamento, come ridurre la potenza del boost e limitare l’attivazione del ERS in modo da portare così a un maggior livellamento delle prestazioni che vedono la Mercedes dominare su tutti. Ebbene, in questo mese di stop sembra non essere cambiato proprio nulla. La Mercedes continua a trionfare con la quarta vittoria stagionale, quattro su quattro da inizio stagione ma la notizia è che Antonelli non si ferma più. Con la terza vittoria consecutiva prende ancora di più il largo nel mondiale nei confronti di un Russell che si è beccato 40 secondi e un mesto quarto posto. La gara di Antonelli era partita non proprio benissimo con una brutta partenza e un lungo alla prima curva dopo la pole position conquistata il sabato. L’italiano è stato quindi superato prima da Leclerc e poi da Norris e fino all’intervento della safety car navigava in terza posizione. Dopo aver superato la Rossa del monegasco Antonelli ha superato Norris in seguito al primo pit stop e da lì ha preso il largo per poi venire avvicinato dal campione in carica inglese negli ultimi giri. Uno stato di forma impressionante quello del pilota italiano mentre il compagno Russell è rimasto invischiato più indietro nelle lotte con Ferrari e Mclaren ed è riuscito ad agguantare la quarta posizione solo nel finale grazie al problema tecnico di Leclerc. Il ritorno alle gare dopo un mese di stop ha quindi confermato gli stessi valori in campo di prima: Mercedes avanti a tutti con Ferrari e Mclaren a seguire e molto vicine tra di loro nelle prestazioni. Leggermente più indietro la Red Bull che però sembra in recupero con la prima fila di Verstappen in questa gara. Altra conferma è sempre lui, Kimi Antonelli, vero e unico candidato al titolo mondiale ad oggi anche se la stagione è ancora molto lunga. Non che dopo questo tris sia ufficialmente la prima guida Mercedes ma per George Russell la posizione nel team inizia a diventare scomoda e il buon pilota inglese dovrà al più presto mettere a segno una vittoria se non vuole passare in secondo piano. Anche la Mclaren è tornata molto veloce dopo i disastrosi gran premi iniziali. A Miami Norris e Piastri erano velocissimi e si può dire che Lando è stato in grado di lottare per la vittoria mentre Oscar è riuscito a salire sul podio nel finale superando un Leclerc azzoppato da problemi tecnici e mettendo a segno quindi un doppio podio importantissimo che consente al team di Woking di avvicinarsi molto alla Ferrari in classifica costruttori. Eh già, la Ferrari. La Rossa sembrava avere un buon ritmo al venerdì e al sabato ed ha anche condotto la gara nei primi giri ma la carenza di cavalli rispetto al motore Mercedes, montato dalla squadra tedesca e anche dalla Mclaren, ha reso difficile per Leclerc tenere il podio. Charles ha fatto come sempre il massimo finché a due giri dalla fine un problema tecnico lo ha mandato in testacoda facendogli toccare le barriere. Il monegasco ha tentato di tagliare il traguardo con la vettura danneggiata cedendo quarto e quinto posto a Russell e Verstappen mentre Hamilton subiva dei danni a inizio gara in seguito a un contatto con Colapinto. L’inglese ha terminato la gara al settimo posto davanti all’argentino ma i due hanno guadagnato due posizioni nel dopo gara a causa della penalità inflitta a Leclerc che lo ha fatto scalare dal sesto all’ottavo posto finale per aver proseguito la gara con la vettura danneggiata nell’ultimo giro e per aver tagliato alcune curve non avendo più lo sterzo perfettamente funzionante. Una penalità ridicola e pedante che purtroppo testimonia lo spirito inquisitorio e persecutorio del tempo attuale. Se avessero visto Nigel Mansell che spingeva a piedi la sua vettura verso il traguardo a Dallas 1984 per poi svenire sull’asfalto rovente probabilmente lo avrebbero arrestato anche da svenuto.




