Kenya: un grande paese che guarda al futuro
Ieri 22 aprile, presso l’università Luiss Guido Carli, si è tenuto un incontro di alto profilo con il presidente del Kenya, William Ruto, introdotto da Gaetano Quagliariello, Dean della Luiss School of Government, e da Marco Minniti, presidente della fondazione Med-Or.
L’evento ha rappresentato un’occasione di ampia riflessione sulle trasformazioni dell’ordine globale e sul ruolo crescente dell’Africa nello scenario internazionale.
Il presidente Ruto ha aperto il suo intervento delineando un contesto globale attraversato da profonde incertezze. Le dinamiche multilaterali che per decenni hanno garantito stabilità e sicurezza appaiono oggi messe in forte discussione.
Il ritorno dei conflitti, l’espansione delle minacce oltre i domini tradizionali – dal cyberspazio alle infrastrutture energetiche – e la pressione esercitata dai cambiamenti climatici contribuiscono a definire un mondo sempre più complesso e instabile.
In questo scenario, ha affermato Ruto, la capacità di uno Stato si misura nei caposaldi della responsabilità, collaborazione, innovazione, resilienza e ambizione. A partire da queste premesse, il presidente ha portato l’attenzione sul Kenya, presentandolo come una realtà dinamica al centro della trasformazione africana.
I progressi del Kenya
Con una popolazione giovane e in crescita e un’economia tra le più diversificate della regione, il Kenya sta attraversando una fase di riforme significative. Negli ultimi anni sono stati compiuti progressi importanti nella stabilizzazione macroeconomica, nella riduzione dell’inflazione e nel rafforzamento della fiducia degli investitori, accompagnati da interventi concreti nei settori della sanità, dell’istruzione e dell’edilizia.
Particolarmente rilevante è stato il riferimento all’espansione dell’accesso alla sanità pubblica, che ha registrato un aumento significativo nel giro di pochi anni, così come agli investimenti nell’edilizia abitativa e alla riforma del sistema educativo.
Parallelamente, il Kenya si sta affermando come hub tecnologico, grazie allo sviluppo di soluzioni digitali innovative che stanno trasformando l’accesso ai servizi e promuovendo una maggiore inclusione economica.
Il cuore della visione illustrata da Ruto riguarda però le strategie di sviluppo a medio e lungo termine. Il presidente ha sottolineato l’importanza degli investimenti nelle infrastrutture, nella trasformazione agricola e nell’espansione della capacità energetica, evidenziando come la crescita economica sia strettamente legata alla connettività, alla sicurezza alimentare e alla disponibilità di energia sostenibile.
I rapporti con l’Italia
Nel corso dell’incontro è emersa anche la solidità dei rapporti tra Italia e Kenya, fondati su una cooperazione storica che abbraccia ambiti economici, politici e scientifici.
In questo quadro, è bene ricordare ad esempio il Centro Spaziale Luigi Broglio (ex San Marco) di Malindi, simbolo di una collaborazione di lungo periodo tra i due Paesi che ha permesso all’Italia di diventare il terzo paese a lanciare un satellite in orbita da una propria base di lancio, dopo USA e URSS, nel 1967.
Questo legame, nato durante la stagione pionieristica della ricerca spaziale italiana, continua oggi a rappresentare un ponte tra Europa e Africa, rafforzando il dialogo bilaterale e aprendo nuove prospettive di cooperazione tecnologica e scientifica.
L’incontro alla Luiss, infatti, si è tenuto a valle dell’incontro istituzionale con la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il quale ha segnato un ulteriore rafforzamento delle relazioni, con la firma di un Piano d’azione Italia–Kenya per il triennio 2026–2029.
L’intesa copre ambiti strategici quali sicurezza, energia, agricoltura, formazione e innovazione, inserendosi nel quadro più ampio del Piano Mattei per l’Africa. Tra i risultati concreti figurano nuovi strumenti di finanziamento per le imprese, accordi per sostenere le piccole e medie aziende keniote e iniziative congiunte nei settori delle energie rinnovabili e delle filiere agroindustriali.
Particolare attenzione è stata riservata anche alla cooperazione tecnologica e spaziale, con l’obiettivo di valorizzare ulteriormente il ruolo del Kenya come hub regionale attraverso progetti come l’estensione del Blue Raman Cable (cavo in fibra ottica tra Europa e India), nonché al rafforzamento degli investimenti e degli scambi, che nel 2025 hanno raggiunto circa 280 milioni di euro, registrando una crescita significativa.
In un contesto internazionale in trasformazione, il rapporto tra Italia e Kenya si configura così come un esempio concreto di partenariato capace di coniugare interessi strategici, sviluppo condiviso e visione di lungo periodo.
Lo sviluppo dell’Africa nel contesto internazionale
L’intervento ha poi spostato lo sguardo all’intero continente africano, presentato come uno dei principali protagonisti del futuro globale. L’Africa non è più una periferia del sistema internazionale, ma una realtà destinata a incidere profondamente sulle dinamiche economiche e demografiche del XXI secolo.
Tuttavia, questa prospettiva è accompagnata da sfide rilevanti, in particolare sul fronte dell’occupazione giovanile. Si stima, infatti, che ogni anno circa 12 milioni di giovani africani entrino nel mercato del lavoro, ma solo una parte di essi riesce davvero ad accedere a occupazioni stabili, con il rischio di alimentare povertà e disuguaglianze.
In questo contesto, l’industrializzazione viene indicata dal presidente come la principale leva per trasformare la crescita demografica in un’opportunità di sviluppo.
Allo stesso tempo, Ruto ha criticato le attuali dinamiche del sistema finanziario globale, ritenuto ancora sbilanciato e penalizzante per i Paesi africani, che affrontano costi del capitale significativamente più elevati rispetto alle economie avanzate.
Da qui la richiesta di una riforma di organismi internazionali, come l’UNDP, che renda l’accesso agli investimenti più equo e coerente con il potenziale di crescita del continente, e delle Nazioni Unite, in particolare del Consiglio di Sicurezza, sottolineando l’assenza di una rappresentanza permanente africana come un limite strutturale alla legittimità e all’efficacia di un sistema internazionale equo e rappresentativo.
Ambizioni geopolitiche
Il Kenya emerge, dal discorso del presidente, come un attore geopolitico sempre più centrale nel quadrante dell’Africa orientale e oltre. La sua posizione strategica sull’Oceano Indiano lo colloca al crocevia delle principali rotte commerciali che collegano Africa, Medio Oriente, Asia ed Europa, rendendolo un hub naturale per scambi economici e logistici.
A questa dimensione geografica si affianca una chiara ambizione politica: Nairobi punta a consolidarsi come piattaforma di stabilità continentale, essendo uno dei quattro perni geopolitici dell’Africa Subsahariana, oltre a Sudafrica, Nigeria ed Etiopia, contraddistinguendosi però per stabilità politica, crescita demografica proporzionata e un clima sociale relativamente pacifico al proprio interno.
Nel complesso, l’incontro ha restituito l’immagine di un paese africano consapevole del proprio ruolo e determinato a rivendicare una posizione centrale in Africa e nel mondo.




