Nomine nelle partecipate statali: energia stabile, difesa in movimento
Giovedì il governo ha depositato le liste dei candidati per il rinnovo dei consigli di amministrazione di quattro grandi società partecipate dal ministero dell’Economia. All’appello manca ancora Terna, per la quale però la decisione appare imminente. Come spesso accade, il dossier si conferma particolarmente delicato: da un lato pesa il ruolo strategico delle aziende coinvolte, dall’altro la necessità di mantenere equilibri politici complessi.
Per quanto riguarda i due principali gruppi energetici, Eni ed Enel, l’esecutivo ha scelto la strada della continuità. Claudio Descalzi è stato confermato amministratore delegato di Eni per il quinto mandato consecutivo. Si tratta di una decisione che assicura stabilità al gruppo per un ulteriore triennio, proseguendo un percorso avviato nel 2014 e caratterizzato da una strategia di rafforzamento industriale e presenza internazionale. La sorpresa riguarda invece la composizione del vertice: al fianco di Descalzi siederà Giuseppina Di Foggia, attuale amministratrice delegata di Terna.
Nessuna discontinuità nemmeno in Enel, dove Flavio Cattaneo viene confermato amministratore delegato per il secondo mandato, iniziato nel 2023. Al suo fianco resta Paolo Scaroni nel ruolo di presidente. La scelta riflette la volontà di consolidare i risultati raggiunti negli ultimi anni, dopo un piano di rilancio che ha portato il gruppo a toccare i 100 miliardi di capitalizzazione. Un traguardo che colloca Enel al terzo posto tra le utility energetiche a livello globale, dietro all’americana NextEra e alla spagnola Iberdrola. L’obiettivo ora è rafforzare ulteriormente questo posizionamento attraverso un piano di investimenti da 53 miliardi di euro entro il 2028, con una crescente attenzione ai mercati esteri.
Novità significative arrivano invece da Leonardo, principale azienda italiana nel settore della difesa. La sostituzione dell’amministratore delegato Roberto Cingolani era attesa, anche per le tensioni politiche che si erano sviluppate attorno alla sua figura e per il peso strategico del gruppo in una fase internazionale segnata dai conflitti. Cingolani lascia comunque un’azienda in condizioni solide: in tre anni i ricavi e gli ordini sono cresciuti del 35%, mentre la struttura finanziaria è stata rafforzata grazie a una migliore generazione di cassa e a una significativa riduzione del debito. La capitalizzazione di mercato è crescita quasi di otto volte rispetto ai livelli precedenti al suo arrivo.
Al suo posto il governo ha indicato Lorenzo Mariani, manager con un passato in Leonardo e attualmente in Mbda, società missilistica partecipata dallo stesso gruppo. Cambia anche la presidenza: Stefano Pontecorvo sarà sostituito da Francesco Macrì, già membro del consiglio di amministrazione di Leonardo dal 2023.
Un ricambio è previsto anche in Enav. L’amministratore delegato Pasqualino Monti, che secondo le indiscrezioni potrebbe assumere la guida di Terna, dovrebbe essere sostituito da Igor de Blasio. Alla presidenza è previsto l’arrivo di Sandro Pappalardo, oggi presidente di Ita Airways.
Le liste presentate dal ministero dell’Economia delineano dunque i futuri vertici delle società, indicando presidenti, amministratori delegati e componenti dei consigli di amministrazione. La parola finale spetterà alle assemblee degli azionisti, convocate nelle prossime settimane. Sebbene si tratti di società quotate e quindi con una presenza anche di investitori privati, il peso delle partecipazioni pubbliche resta determinante: le indicazioni del Tesoro, nella maggior parte dei casi, finiscono per prevalere.




