Regionali: riaperti i seggi in Veneto, Campania e Puglia. Affluenza in calo
Si vota fino alle 15, dopodiché è previsto lo spoglio. Il centrosinistra si sente sicuro su Campania e Puglia, eppure l'astensionismo minaccia entrambe le fazioni.
Oggi sono stati riaperti i seggi in Veneto, Campania e Puglia, dove si potrà votare fino alle 15 per eleggere i nuovi governatori e Consigli regionali.
11 milioni e mezzo di elettori sono chiamati alle urne, eppure già si registra un calo di affluenza rispetto al 2020, secondo quanto riferito dal Viminale ieri sera alle 23.
Regionali: l’affluenza non raggiunge il 40%
In Campania è stata registrata un’affluenza del 32,09% e giusto a Napoli si è notato un lieve miglioramento rispetto alle tornate regionali degli anni passati. In Puglia la situazione è persino peggiore, stando ai dati di Eligendo che ha registrato un’affluenza del 29,45%. Va meglio in Veneto, dove l’affluenza di ieri ha raggiunto il 33,88%.
Con questo quadro si chiude un lungo turno elettorale, durato mesi. Finora hanno votato anche i cittadini delle Marche, della Val d’Aosta, della Calabria e della Toscana.
La posta in gioco
Si chiude inoltre l’era dei governatori uscenti Luca Zaia (Veneto, Lega) e Vincenzo De Luca (Campania, Pd), che hanno tentato invano di ottenere il terzo mandato. Sono stati infatti fermati dalle dinamiche politiche e dalla Corte Costituzionale. In particolare, in Campania il centrodestra spera nella rimonta di Edmondo Cirelli su Roberto Fico (M5S), recentemente attaccato da Fdi (fra l’altro in piena violazione del silenzio elettorale).
Dal canto suo, il centrosinistra è sicuro di potersi tenere la regione, e lo stesso vale anche in Puglia. Qui concorrono alla successione a Michele Emiliano l’ex sindaco di Bari Antonio Decaro e Luigi Lobuono. In Veneto, oltre alla sfida tra Alberto Stefani e Giovanni Manildo, molta attenzione è rivolta al duello Fdi-Lega, anche in vista delle regionali in Lombardia.
Ad ogni modo, alla fine di questa ciclo elettorale, oltre al numero delle Regioni vinte dalle rispettive fazioni, si conteranno anche i voti assoluti. Il centrosinistra rimane ottimista su Elly Schlein.
C’è da dire però che l’astensionismo minaccia entrambi i lati: una dinamica di cui bisogna tenere conto, anche in vista delle politiche del 2027.




