Il nuovo testo unico della Finanza alla Luiss
Si è tenuto ieri, lunedì 10 novembre, presso l’aula “The Dome” del Campus di Viale Romania dell’università LUISS, un interessantissimo dibattito dal titolo “Il nuovo testo unico della Finanza”.
L’incontro – voluto dalla “Luiss School of Law” unitamente al Centro di ricerca “Grandangolo” dell’Università degli Studi di Roma Tre e alla “Fondazione Cesfin Alberto Predieri”- è stata l’occasione per un approfondito confronto tra i massimi esperti di diritto commerciale in Italia (tra i tanti Marchetti, Ferrarini, Nuzzo, Scogniamiglio) sulle novità introdotte dallo schema di decreto legislativo approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri in data 8 ottobre 2025 che si apprestano ad approdare in Parlamento per la discussione.
Dopo i saluti del Rettore Luiss Paolo Boccardelli e della Presidente Luiss School of Law Paola Severino, la quale ha sottolineato l’inscindibile rapporto tra giustizia ed economia e l’importanza di aggiornare l’architettura regolamentare al fine di dotare l’ordinamento di regole certe per rendere il mercato italiano attrattivo e competitivo, ha preso la parola il Sottosegretario di Stato alla Economia Federico Freni.
Partendo da una citazione del Vangelo, L’On. Freni ha chiarito l’obiettivo principale della riforma ovvero quello di creare regole che si adeguino al mercato e alle sfide odierne che esso pone (Marco 2, 23-28 “…Il Sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!”).
Ha sottolineato l’importanza del lavoro sino ad ora svolto, chiarendo che questa riforma “vuole dare al mercato qualcosa che non c’era”. Conscio dell’impossibilità di procedere cercando l’unanimità, Freni ha voluto però ricordare l’importanza del dibattito parlamentare e in generale delle occasioni di confronto come quella in commento, esprimendo l’ambizione di realizzare il “Codice dei Mercati finanziari” in cui possano albergare tutte le recenti riforme in tal senso
Il livello del panel dei relatori è stato tale, da rendere le oltre tre ore di dibattito, un entusiasmante viaggio intorno alle novità della riforma e alle evoluzioni del diritto societario.
Le conclusioni sono state affidate al Prof. Carlo Angelici, che dando sfoggio della dote di praticità propria dei veri e grandi studiosi della teoria, ha saputo riassumere in pochissime battute il sapiente lavoro dei Colleghi che lo avevano preceduto nel dibattito.
Angelici ha attenzionato in particolar modo la cultura che esprime il decreto, che a suo giudizio si attesta in termini negativi. Secondo l’illustre Giurista in assenza di una adeguata fantasia degli operatori, è il legislatore – con buona pace dell’autonomia privata- che prova a dare impulso al mercato, sperimentando. Da ultimo, forse suggerendo al Sottosegretario Freni una soluzione per le ambizioni di codificazione, il Prof. Angelici, ricordando l’esperienza francese, ha evidenziato i benefici in termini di razionalizzazione di un accorpamento all’interno del Codice civile delle norme ad oggi contenute nel T.U.F..




