Il cardinale Cristóbal López Romero si autosospende dopo le accuse di cinque donne: il Vaticano apre un’indagine
Il cardinale Cristóbal López Romero, arcivescovo di Rabat e tra i nomi indicati dagli osservatori come possibili successori di Papa Francesco nel conclave del 2025, si è autosospeso dalle attività pubbliche e pastorali dopo l’apertura di un’indagine preliminare da parte del Vaticano. La decisione arriva in seguito alle accuse di almeno cinque donne, che hanno denunciato presunti comportamenti sessualmente inappropriati nei loro confronti. Il porporato spagnolo respinge ogni accusa, affermando di non aver mai commesso violenze, aggressioni o molestie sessuali, e ha dichiarato di voler collaborare pienamente con gli organi ecclesiastici incaricati di fare chiarezza sulla vicenda.
A fare emergere il caso è stata un’inchiesta dell’Agence France-Presse (Afp), che ha raccolto la testimonianza diretta di una donna e ha inoltre esaminato una dichiarazione scritta presentata alla Nunziata Apostolica di Rabat, la rappresentanza diplomatica della Santa Sede in Marocco. Secondo quanto riportato dall’agenzia francese, una delle donne avrebbe raccontato di aver subito un approccio fisico giudicato inappropriato da parte del cardinale e di essere riuscita a sottrarsi con difficoltà alla situazione. Una fonte interna alla diocesi avrebbe inoltre riferito che almeno altre tre donne avrebbero denunciato episodi analoghi, anche se alcune delle segnalazioni non sarebbero state formalizzate. Le accuse sono ora oggetto di una verifica interna da parte della Chiesa cattolica.
López Romero ha scelto di affrontare pubblicamente la vicenda con un messaggio diffuso dall’Arcidiocesi di Rabat e rilanciato dai media vaticani. Nel comunicato riconosce l’esistenza delle accuse e spiega che la situazione ha portato all’apertura di un’indagine preliminare da parte delle autorità competenti della Santa Sede. Allo stesso tempo ribadisce con fermezza la propria innocenza, dichiarando di non aver commesso “né aggressioni, né violenze, né molestie sessuali”. Per evitare qualsiasi interferenza con gli accertamenti, il cardinale ha annunciato che non presiederà celebrazioni pubbliche e non prenderà parte ad attività pastorali fino a quando la procedura non sarà conclusa. Nel suo messaggio ai fedeli, l’arcivescovo definisce quanto sta accadendo “un evento difficile” e riconosce il turbamento che la vicenda sta provocando all’interno della comunità cattolica di Rabat. “Questo evento ci scuote tutti”, afferma, aggiungendo di essere pienamente consapevole delle domande e delle preoccupazioni suscitate dalle accuse. Per questo motivo ha invitato le parrocchie della diocesi ad affrontare il tema con trasparenza e ha ricordato l’esistenza del Servizio di prevenzione degli abusi dell’arcidiocesi, al quale chiunque ritenga di aver subito comportamenti inappropriati può rivolgersi.
Nato ad Almería, in Spagna, nel 1951, López Romero appartiene ai Salesiani di Don Bosco. Dopo gli studi in giornalismo e una lunga esperienza missionaria in Paraguay e Bolivia, è stato nominato arcivescovo di Rabat da Papa Francesco nel 2017. Due anni più tardi, nell’ottobre 2019, Bergoglio lo ha creato cardinale, riconoscendone l’impegno pastorale nel dialogo tra cristiani e musulmani in un Paese a larghissima maggioranza islamica. Nello stesso anno fu proprio López Romero ad accogliere Papa Francesco durante il viaggio apostolico in Marocco, una visita considerata particolarmente significativa per il dialogo interreligioso. Negli ultimi anni il suo nome era stato accostato all’ala più riformista della Chiesa cattolica e, dopo la morte di Papa Francesco, era comparso tra i cosiddetti “papabili” in vista del conclave del 2025. Alla fine il Collegio cardinalizio ha eletto Papa Leone XIV, ma la notorietà internazionale raggiunta da López Romero ha contribuito a rendere ancora più rilevante la vicenda che lo coinvolge oggi.
L’indagine avviata dalla Santa Sede è ancora nella fase preliminare e, allo stato attuale, non rappresenta un giudizio di colpevolezza. Saranno gli organi competenti del Vaticano a valutare le testimonianze raccolte e gli eventuali ulteriori elementi che emergeranno nel corso dell’istruttoria. Fino ad allora, il cardinale continuerà a rimanere lontano dagli impegni pubblici, ribadendo la propria disponibilità a collaborare con gli investigatori ecclesiastici e confidando che gli accertamenti possano chiarire definitivamente la sua posizione.




