Hamas ha liberato gli ostaggi israeliani
Hamas ha liberato tutti i 20 ostaggi ancora vivi che fino a stamattina si trovavano nella Striscia di Gaza, come previsto dall’accordo di pace su Gaza. Tutti loro sono rientrati in Israele. Nel frattempo le autorità israeliane hanno iniziato a rilasciare centinaia di detenuti palestinesi, come previsto dagli accordi. Il presidente Donald Trump sta tenendo un discorso al parlamento israeliano, e nel pomeriggio presiederà un incontro sulle fasi successive dell’accordo.
L’operazione, supervisionata dal Comitato Internazionale della Croce Rossa, si inserisce nel piano di pace mediato dagli Stati Uniti, che prevede anche la liberazione di quasi 2000 detenuti palestinesi. Nel frattempo, il presidente statunitense Donald Trump è atterrato a Tel Aviv per una visita lampo. Dopo un discorso alla Knesset e un incontro con le famiglie degli ostaggi, si recherà in Egitto per partecipare al vertice di pace a Sharm el-Sheikh.
I primi ostaggi liberati sono stati Gali e Ziv Berman, Matan Angrest, Alon Ohel, Omri Miran, Eitan Mor e Guy Gilboa-Dallal. Secondo le prime indiscrezioni sono in buone condizioni di salute. Gli altri 13 ostaggi viventi sono stati rilasciati più tardi da diverse zone di Gaza. La maggior parte dei rapiti vivi sono stati portati via dal rave nella foresta di Be’eri, altri dai kibbutz, i restanti sono soldati. Hamas ha consentito ad alcuni degli ostaggi israeliani non ancora liberati di “videochiamare” le proprie famiglie. Le telefonata sono state trasmesse sui maxi schermi in piazza degli ostaggi. “Tornate a casa, tornate tutti a casa. Non c’è più guerra”, dice in un video tra le lacrime Einav Zangauker, madre di Matan Zangauker. I media hanno pubblicato anche le foto che mostrano altri prigionieri, tra cui i fratelli David e Ariel Cunio e Nimrod Cohen, in videochiamata con i familiari.
Lo scambio fa parte dell’accordo su Gaza stipulato dal presidente statunitense Donald Trump, che mercoledì 8 ottobre notte ha annunciato sul suo social Truth che i negoziatori di Hamas e Israele avevano infine firmato l’accordo sulla prima fase del piano di pace presentato la scorsa settimana dallo stesso Trump, dopo giorni di negoziati. Nel suo messaggio, Trump ha scritto che la firma significa che «tutti gli ostaggi [detenuti da Hamas] saranno liberati molto presto, mentre Israele ritirerà le sue truppe dietro una linea concordata».
L’annuncio è stato poi confermato dal primo ministro israeliano Netanyahu e da un comunicato di Hamas, ed entrambi hanno ringraziato Trump. L’accordo è stato mediato da Qatar, Stati Uniti, Turchia ed Egitto, ma non sono ancora chiari alcuni dettagli significativi, che dovrebbero essere annunciati nelle prossime ore. Nel suo comunicato, Hamas ha scritto che l’accordo «sancisce la fine della guerra a Gaza, il ritiro dell’occupazione israeliana, l’ingresso di aiuti umanitari e lo scambio di prigionieri». Ma Netanyahu, nel suo messaggio, ha finora parlato esclusivamente di liberazione degli ostaggi, e mai di ritiro.
In due anni di invasione, Israele ha ucciso oltre 67mila persone palestinesi. Allo stesso tempo non ha raggiunto il suo obiettivo dichiarato, cioè distruggere completamente la forza politica e militare di Hamas. L’accordo dovrebbe prevedere inoltre l’ingresso di grandi quantità di cibo e generi di prima necessità a Gaza. Il piano di pace su cui si stava discutendo in Egitto era stato annunciato il 29 settembre da Donald Trump assieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Quel testo prevede tra le altre cose anche l’esclusione di Hamas dal futuro governo della Striscia, e la sua completa demilitarizzazione.




