Continuano le bombe su Kiev
Le ultime notizie provenienti da Kiev affermano che la Russia abbia lanciato 352 droni – tra cui velivoli senza pilota di fabbricazione iraniana – e 16 missili. Dal canto suo, l’esercito russo ha fatto sapere di aver utilizzato armi di precisione e droni per colpire siti militari ucraini: “Tutti gli obiettivi designati sono stati distrutti”. Il bilancio di una notte di sangue è di 9 morti e 33 feriti nella capitale ucraina: i soccorritori hanno estratto dalle macerie anche i cadaveri di una donna di 41 anni e di sua figlia di 11, che per ore avevano sperato fosse ancora viva sotto i detriti. Altre vittime in edifici residenziali che ospitavano studenti, i sopravvissuti si dicono “scioccati”. Secondo le testimonianze l’attacco è iniziato all’una di notte, è andato avanti fino a quasi le 5. Altri morti si registrano in un raid che Zelensky ha bollato come “assolutamente folle” contro una scuola, chiusa per le vacanze estive, a Bilhorod-Dnistrovskyi, nella regione di Odessa. Le vittime sono due dipendenti della struttura.
La settimana scorsa, nella notte tra il 16 e il 17 giugno sono continuati gli attacchi russi sulle città ucraine, dove centinaia tra droni e missili hanno colpito Kiev, uccidendo almeno 28 persone e ferendone più di 130. Il giorno prima nelle regioni di Zaporižžja, Cherson e Donetsk c’erano state sei vittime e 18 feriti. Mosca avanza anche con le forze di terra, che sono arrivate ai confini della regione di Dnipropetrovsk.
Il ministero della difesa russo sostiene che le sue truppe sono entrate nella regione, mentre Kiev afferma che la situazione è “tesa”, ma che le forze ucraine stanno respingendo gli occupanti. Il 15 giugno si è anche concluso lo scambio dei resti dei soldati e dei civili uccisi in guerra negoziato nell’ultimo vertice di Istanbul. Kiev ha ricevuto i corpi di 1.245 persone. Sono fermi invece gli aiuti militari che Kiev aspetta da Washington. “Negli ultimi cinque mesi gli Stati Uniti non hanno annunciato nessun pacchetto di aiuti militari per l’Ucraina, spingendo Kiev a cercare soluzioni alternative. Ma il tempo stringe: i russi avanzano sul fronte orientale e preparano un’offensiva estiva”, scrive il Kyiv Independent. “Da quando è tornato alla Casa Bianca, Donald Trump ha adottato una strana strategia per mettere fine alla guerra, aspettandosi che Mosca si fermi da sola. Kiev potrà solo prepararsi al peggio se gli Stati Uniti non le daranno ulteriore assistenza”.
Alla vigilia di un delicato vertice della Nato all’Aia in cui gli ucraini sperano che la richiesta d’aiuto di fronte alla costante avanzata russa non sia oscurata dalla guerra di Israele contro l’Iran con il sostegno Usa, il presidente ucraino Zelensky è volato a Londra. Re Carlo III lo ha ricevuto con un sorriso e una stretta di mano al castello di Windsor, prima dell’incontro di Zelensky con il premier britannico Keir Starmer. “La collaborazione con Londra ha salvato migliaia di vite”, ha scritto il leader ucraino pubblicando una foto del faccia a faccia col numero uno di Downing Street. A Starmer ha rinnovato la richiesta di nuove sanzioni alla Russia.
Intanto Kiev ha incassato le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte: il “percorso irreversibile” dell’Ucraina verso l’Alleanza è stato concordato l’anno scorso al vertice di Washington e “sarà valido anche giovedì”, ha sottolineato. Kiev “deve avere ciò che serve” per difendersi dalla Russia “ed esercitare deterrenza in futuro”, ha incalzato, aggiungendo che “dal Canada e dall’Europa sono già stati promessi 35 miliardi di aiuti militari per il 2025”. Denaro fondamentale per porre un freno ai sempre più devastanti attacchi russi, impennati anche in termini di droni e missili utilizzati mentre dall’altra parte del fronte si fanno i conti con rifornimenti che non bastano mai.




