E’ morto Papa Francesco, il papa del popolo
Si è spento questa mattina alle 7:35 papa Francesco, ad annunciarlo è stato il cardinale Farrell con le parole “Carissimi fratelli e sorelle, con profondo dolore devo annunciare la morte di nostro Santo Padre Francesco. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa. Ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati. Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.
Ieri pomeriggio, il papa del popolo, rimasto con la sua comunità fino alla fine dei suoi giorni, Francesco si è affacciato alla Loggia centrale delle Benedizioni della basilica di San Pietro per la Benedizione Urbi et Orbi. Dopo 38 giorni di ricovero al Gemelli e quasi un mese di convalescenza a Santa Marta, Francesco voleva esserci, nel giorno più importante per i cristiani. “Cari Fratelli e sorelle, buona Pasqua”, dice a fatica. Alla fine, la voce roca, pronuncia a fatica la benedizione solenne in latino, che solo il Papa può dare a Pasqua: «Benedicat vos omnipotens Deus, Pater, et Filius, et Spiritus Sanctus». Poi scende in piazza per salutare i fedeli. Per la lettura del messaggio tradizionale Urbi Et Orbi, ha ceduto la parola all’arcivescovo Diego Ravelli che ha riportato il pensiero del Pontefice “Vorrei che tornassimo a sperare che la pace è possibile! Dal Santo Sepolcro, Chiesa della Risurrezione, dove quest’anno la Pasqua è celebrata nello stesso giorno da cattolici e ortodossi, s’irradi la luce della pace su tutta la Terra Santa e sul mondo intero”.
Ha scritto Francesco nell’omelia, “sono vicino alle sofferenze dei cristiani in Palestina e in Israele, così come a tutto il popolo israeliano e a tutto il popolo palestinese. Preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo. In pari tempo, il mio pensiero va alla popolazione e in modo particolare alla comunità cristiana di Gaza, dove il terribile conflitto continua a generare morte e distruzione e a provocare una drammatica e ignobile situazione umanitaria”. Chiedendo poi alle parti in conflitto “faccio appello alle parti belligeranti: cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!”.
Il testo del messaggio di Francesco si è concluso con un appello, un auspicio di speranza quella che fino all’ultimo respiro Francesco ha professato. “Non venga mai meno il principio di umanità come cardine del nostro agire quotidiano. Davanti alla crudeltà di conflitti che coinvolgono civili inermi, attaccano scuole e ospedali e operatori umanitari, non possiamo permetterci di dimenticare che non vengono colpiti bersagli, ma persone con un’anima e una dignità. E in quest’anno giubilare, la Pasqua sia anche l’occasione propizia per liberare i prigionieri di guerra e quelli politici! Cari fratelli e sorelle, nella Pasqua del Signore, la morte e la vita si sono affrontate in un prodigioso duello, ma il Signore ora vive per sempre e ci infonde la certezza che anche noi siamo chiamati a partecipare alla vita che non conosce tramonto, in cui non si udranno più fragori di armi ed echi di morte”.




