Giornalisti e attivisti italiani spiati: c’entra il governo?
Alcuni giornalisti e attivisti italiani sono stati al centro dell’attenzione perché vittime di Graphire, uno degli spyware più avanzati. Questo si traduce in una limitazione della libertà di stampa, oltre che una grave violazione della privacy. Il governo italiano è al centro delle polemiche per un possibile coinvolgimento.
Cos’è Graphite
In questi ultimi giorni, lo spyware avanzato Graphite è stato molto discusso. Il software è già noto alle notizie di cronaca, perché già al centro di dibattiti sul suo utilizzo da parte dei governi per spiare attivisti e giornalisti indipendenti.

Il software Graphite, ideato dalla compagnia israeliana Paragon Solutions, permette di accedere a chiamate, messaggi crittografati, microfono, fotocamera e dati personali. Ciò avviene semplicemente tramite l’installazione del software nel dispositivo e senza nessun consenso da parte delle “vittime”. Il sistema Graphite sfrutta la vulnerabilità dei sistemi operativi dei dispositivi degli smartphone per infiltrarsi attraverso app di messaggistica, come in questo caso con WhatsApp. Paragon Solutions specifica che la fornitura degli spyware è esclusiva a agenzie governative e forze dell’ordine in paesi democratici e per fini legali.
Cos’è successo in Italia
Negli ultimi giorni è emerso che il sistema abbia attaccato circa 90 target in tutto il mondo, tra cui alcuni attivisti e giornalisti italiani. Tra questi, Francesco Cancellato direttore del giornale Fanpage e Luca Casarini, attivista e fondatore della ONG Mediterranea Saving Humans. L’attacco è avvenuto tramite una violazione dei sistemi di WhatsApp. Ed è proprio tramite l’app che hanno fatto la spiacevole scoperta. Tramite una notifica di WhatsApp che segnala il tentativo di compromissione del dispositivo, Caserini e Cancellato hanno scoperto di essere vittime di un spionaggio.
Dopo le rivelazioni, la società israeliana Paragon Solutions ha terminato il contratto con l’Italia per violazione dei limiti etici. È emersa la possibilità di un coinvolgimento nella vicenda del governo italiano. Tuttavia, ciò è stato prontamente smentito attraverso una nota direttamente da Palazzo Chigi sostenendo che:
“ […] la Presidenza del Consiglio esclude che siano stati sottoposti a controllo da parte dell’intelligence, e quindi del Governo, i soggetti tutelati dalla legge 3 agosto 2007, n.124 (Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto), compresi i giornalisti”
Data la gravità dei fatti, il governo italiano ha prontamente attivato l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale (ACN). L’agenzia si è immediatamente messa in contatto con lo studio legale Advant che si occupa della società WhatsApp Ireland Limited. Ciò che emerge è che le utenze italiane intercettate sembrano essere sette finora. Per questione di privacy, solo i diretti interessati sono stati informati.
Dubbi dall’opposizione
Nonostante le dichiarazioni della Presidenza del Consiglio che nega ogni coinvolgimento nei fatti, i partiti d’opposizione hanno i loro dubbi e vogliono vederci chiaro. Una nota della Presidenza non è abbastanza è vogliono saperne di più. Così il Partito Democratico, così come il Movimento 5 Stelle, ha depositato un’interrogazione parlamentare per il governo Meloni. Tante le domande: il governo italiano ha acquistato Graphite o altri spyware dalla società Paragon Solutions? I servizi segreti italiani utilizzano i loro sistemi? Ora sarà il turno del governo Meloni di fornire le informazioni necessarie per chiarire la situazione e confermare nuovamente nessun coinvolgimento dalla sua parte nelle attività di spionaggio.




