Trump firma l’ordine per l’uscita degli USA dall’OMS
Il ri-eletto presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sancisce l’uscita ufficiale degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). La decisione arriva a distanza di quasi cinque anni dal suo primo annuncio nel 2020, quando aveva già minacciato di ritirarsi dall’ente globale a causa di divergenze politiche e critiche sulla gestione della pandemia di COVID-19. Il testo dell’ordine cita “la cattiva gestione della pandemia di Covid-19 sorta da Wuhan, Cina, e altre crisi sanitarie globali”, nonché “la mancata adozione di riforme urgenti e l’incapacità di dimostrare indipendenza da influenze politiche inopportune di Stati membri”. L’Oms viene inoltre accusata di “continuare a chiedere pagamenti ingiustamente onerosi” agli Stati Uniti.
“Ci auguriamo – riporta una dichiarazione dell’Oms resa nota a Ginevra – che gli Stati Uniti ci ripensino e siamo impazienti di impegnarci in un dialogo costruttivo per mantenere la partnership tra Usa e Oms, a beneficio della salute e del benessere di milioni di persone in tutto il mondo”. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, istituita nel 1948, è l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di monitorare la salute globale, coordinare risposte sanitarie internazionali e promuovere politiche sanitarie efficaci in tutto il mondo. Con l’ingresso degli Stati Uniti nel 1948, l’OMS è diventata un attore fondamentale nella gestione delle emergenze sanitarie, come le pandemie e le malattie infettive. Tuttavia, sotto la presidenza Trump, le relazioni tra gli USA e l’OMS sono state segnate da un crescente disaccordo, culminato nel ritiro deciso dal leader repubblicano durante la sua amministrazione.
L’ordine firmato da Trump segna un ritorno alla politica isolazionista già adottata durante la sua presidenza. La decisione di uscire dall’OMS ha suscitato preoccupazione da parte dell’Unione Europea: “Se vogliamo essere resilienti alle minacce globali per la salute, dobbiamo avere una cooperazione globale nel settore sanitario – ha detto una portavoce della Commissione europea -. Vediamo con preoccupazione l’annuncio del ritiro dall’Oms da parte degli Stati Uniti e confidiamo che l’amministrazione statunitense considererà tutto questo prima del ritiro formale”.
La mossa di Trump avrà sicuramente implicazioni significative sul piano internazionale. Da un lato, potrebbe rafforzare l’indipendenza degli Stati Uniti nella gestione delle proprie politiche sanitarie globali, senza il vincolo delle direttive dell’OMS. Dall’altro, però, l’uscita degli USA dall’organizzazione riduce la loro influenza nelle decisioni globali sulla salute, aprendo la strada ad altri attori, come la Cina, che potrebbero cercare di colmare il vuoto. Ritirandosi dall’organizzazione, gli Stati Uniti perderanno l’accesso privilegiato a importanti dati di sorveglianza epidemica che potrebbero danneggiare la capacità di monitorare e prevenire minacce sanitarie dall’estero.
“Invece di essere i primi a ricevere i vaccini, saremo in fondo alla fila”, ha scritto Lawrence Gostin, professore di diritto della sanità pubblica alla Georgetown University “Il ritiro dall’OMS infligge una profonda ferita alla sicurezza degli Stati Uniti e al nostro vantaggio competitivo nell’innovazione”. La tempistica del ritiro degli Stati Uniti arriva in mezzo a crescenti timori sul potenziale pandemico dell’attuale epidemia di influenza aviaria (H5N1), che ha infettato decine di persone e causato un decesso negli Stati Uniti. Nel frattempo, dalla fine del 2021, gli stati membri dell’OMS stanno negoziando il primo trattato al mondo sulla prevenzione, la preparazione e la risposta alle pandemie: i negoziati sono ora destinati a procedere senza la partecipazione degli Stati Uniti.




