Ue, von der Leyen riconfermata. La maggioranza in Italia si spacca
Con 401 voti a favore, 284 contrari e 15 astenuti (la maggioranza era fissata a 360) l’Europarlamento ha rieletto Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea. Decisivi i Verdi che, grazie al loro endorsment, hanno permesso di raggiungere la maggioranza alla politica tedesca. Spaccata la maggioranza italiana: da una parte Meloni: “Il no nel merito e nel metodo. Noi coerenti” e Salvini: “Ennesimo inciucio, il bis è una brutta notizia per l’Italia”, dall’altra Tajani: “Senza la sua rielezione sarebbe stato il caos”. Fino all’ultimo si pensava in merito ad un sostegno più o meno celato alla presidente della Commissione, in linea con le scelte dei partiti di governo degli ultimi decenni. Tuttavia, “la piattaforma politica, la ricerca di un consenso a sinistra, allargato fino ai Verdi, hanno reso impossibile un nostro sostegno”, ha detto il capodelegazione di Fratelli d’Italia, Carlo Fidanza, che ritiene non sia stato “dato seguito a quel forte messaggio di cambiamento che è uscito dalle urne del 9 giugno, che non viene recepito in alcun modo dagli impegni programmatici”, soprattutto per le questioni riguardanti il New Green Deal, la migrazione irregolare e una elezione del Presidente più semplificata.
“Non starò mai a guardare mentre l’Europa viene fatta a pezzi dall’interno o dall’esterno. Non permetterò mai che l’estrema polarizzazione delle nostre società venga accettata. E non accetterò mai che demagoghi ed estremisti distruggano il nostro stile di vita europeo”. Insomma, von der Leyen porta avanti la linea politica che sia “essenziale che il centro democratico in Europa tenga”. Adesso bisognerà tirare avanti fino al 2029, con Mattarella convinto che “con l’appoggio dei Paesi membri e sotto la sua guida l’Unione sarà in grado di superare le complesse sfide del presente, che richiedono più che mai un’Europa coesa e unita”.
Per Marco Iasevoli di Avvenire la situazione Meloni-von der Leyen, nonostante il voto negato, non è del tutto compromessa: l’idea sarebbe quella di tenterà una contronarrazione. Cercare di fare di necessità virtù. Probabilmente riprenderà un dialogo con le altre destre europee, smentendo chi già ne prefigurava il riposizionamento da leader europea moderata. E non è da escludere che queste nuove circostanze le daranno un qualche “vantaggio competitivo” rispetto ad altri leader europei nel caso di vittoria di Donald Trump alle elezioni americane.
Questo però appare difficilmente conciliabile con le responsabilità di governo a breve e medio termine.




