Il ritorno del collage

Il ritorno del collage
@ https://www.nationalgalleries.org/exhibition/cut-and-paste-400-years-collage

Cut and Paste: 400 Years of Collage” è la prima mostra al mondo dedicata interamente al collage, allestita a Edimburgo dalla Galleria Nazionale scozzese di Arte moderna. Aperta fino al 27 ottobre 2019, offre un panorama inedito di tutte le fasi e le tecniche espressive del genere grazie a oltre 250 opere esposte che spaziano dal XVI al XXI secolo.

Fading Away No. 2” by MyCollageRoom

Emarginata a lungo dai critici, in quanto ritenuta troppo infantile, questa forma d’arte molto antica fu rivalutata dai movimenti cubisti, surrealisti e dadaisti degli anni ‘10 e ‘20 (si vedano ad esempio il polimaterismo dei sorprendenti papier collés e assemblage di Braque e Picasso o gli accuratissimi cahiers “psicanalitici”, intitolati “Une semaine de bonté”, realizzati nell’estate del 1933 da Max Ernst in provincia di Piacenza). Successivamente, fu ripresa negli anni ’50 (con il décollage dei quotatissimi “strappi” del nostrano Mimmo Rotella) e negli anni ’60 dagli esponenti della pop art (basti pensare all’iconica copertina dell’album Sergeant Pepper’s Sergeant Pepper’s dei Beatles) per poi essere accantonata dal mercato.

Oggi il collage sembra conoscere un nuovo momento di gloria e non è difficile immaginare perché. Da un lato, vivere tutti immersi in una realtà frammentata, virtuale e spesso incomprensibile, ci rende sensibili al fascino di uno strumento che crea l’illusione di ricompattare il mondo che ci circonda. Dall’altro lato, il potere attrattivo di questa modalità espressiva è irresistibile, dal momento che consente pressoché a chiunque – anche a chi sia privo di doti naturali da novello Michelangelo – di sentirsi un po’ artista, grazie alle infinite possibilità offerte dai software di fotoritocco digitale.

Fading Away No. 1” by MyCollageRoom

Tuttavia, c’è ancora chi, come Mariacristina Gaggiani predilige cimentarsi pazientemente con forbici e colla, eleggendo ad espressione artistica anche le piccole imperfezioni manuali. Sbarcata solo di recente sul web (http://www.mycollageroom.com/ ; #mycollageroom), si è già distinta per il gusto cromatico e la solida struttura delle sue composizioni, debitrice, in questo, della grande tradizione pittorica e scenografica italiana e di illustri maestri del genere come Laura Fo e Vanni Cuoghi. Il nome scelto per i suoi profili sui social media è un evidente tributo alla scrittrice britannica Virginia Woolf, a cui ha dedicato il poetico dittico “Fading Away 1 e 2”.

Da tenerla d’occhio, insieme ai suoi colleghi dei cinque continenti: potreste scoprire un nuovo Peter Kennard…

FdA

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