Franco Malerba Ambasciatore dello Spazio

Franco Malerba Ambasciatore dello Spazio

Franco Malerba, il primo astronauta italiano, ingegnere e fisico, fiore all’occhiello dell’Università di Genova. Oggi è anche Ambasciatore della Città, lui che a maggior ragione è Ambasciatore dello Spazio. E lo “Spazio” approda al Festival che Busalla, di cui Malerba è originario, ha ideato grazie a Federico Fazzari, assessore e novello astronauta culturale che è riuscito a far agganciare la “navicella’ del Festival giunta puntualissima all’importante appuntamento per il 50º anniversario dell’allunaggio, il 20 luglio 2019.

Ciò che colpisce è il suo sorriso luminoso, la postura leggermente inclinata in avanti quasi ad accogliere gli interlocutori comprensibilmente intimiditi davanti a lui, e la semplicità nell’esprimere concetti profondi e complessi.

Facciamo uno zoom però. Questi i protagonisti: la Luna in primis, quindi la Stazione Spaziale Internazionale per l’avvio della missione dell’astronauta italiano Luca Parmitano attiva dal 20 luglio, ma è anche l’occasione per fare il punto sull’esplorazione scientifica del cosmo, per parlare di “Space Economy” e “Climate Change” tematica, ė il caso di dirlo, di scottante attualità su cui torneremo più in là.

Festival dello Spazio di Busalla

Tutti argomenti questi lontano dal nostro quotidiano, ma che ormai sono il nostro presente. Il programma della tre giorni è stato molto fitto, gli argomenti complessi e la sfida quella di proporsi su due piani paralleli, quello scientifico e quello divulgativo. L’entusiasmante evento si è tenuto a Villa Borzino, dove sono convenuti studiosi e operatori, che hanno dato vita a 15 conferenze oltre a numerosissimi incontri facendo della cittadina il centro nevralgico dell’attualità spaziale davanti ad un textile di Roberta Chioni.

Alla preview che si è tenuta il ‪giovedì sera sono seguiti tre giorni di full immersion nello Spazio esplorandone la percezione attuale. La cittadina è stata presa in contropiede dalle presenze, i visitatori, più di cinquemila, hanno riempito tutte le strutture ricettive per riversarsi poi nei dintorni e a Genova, che in effetti è a soli 30 km.

I focus tanti e coinvolgenti come quello sull’astronautica italiana, la missione scientifica del satellite AFILO TSS Tethered Satellite System, nata per misurare i segnali elettromagnetici emessi dallo spazio nella ionosfera, grazie al cavo elettrico tra il satellite e lo shuttle Atlantis in volo orbitale a 400km di quota. Mario Grossi e Giorgio Tacconi dell’Università di Genova, il CNR durante le missioni del 1992 e 1996 del satellite, questi i protagonisti allora, ma è doveroso anche ricordare l’apporto di Silvana Dellepiane e di Roberto Marcialis, allora laureando con la sua tesi proprio sul progetto Tethered.

Festival dello Spazio di Busalla

Il ricco programma parlava anche di “Space Economy” che è uno dei settori più promettenti di sviluppo dell’economia mondiale dei prossimi decenni. È stata coraggiosamente affrontata la questione del “climate change”, un tema che non può esimersi dall’includere l’apporto spaziale: l’osservazione della Terra dallo Spazio è infatti indispensabile per misurare e monitorare i mutamenti e fronteggiare il fenomeno. L’ESA e il Centro Mediterraneo per il Cambiamento Climatico sono molto attivi su questo fronte; al Festival di Busalla alcuni tra i  responsabili di enti e progetti-chiave nell’ambito della ricerca europea hanno offerto un’occasione unica per avvicinarsi alla conoscenza del più preoccupante fenomeno che incide sulla coscienza collettiva in questo inizio di XXI secolo.

Consolatorio vedere anche gli ingegneri di Leonardo e alcuni funzionari che utilizzano le infrastrutture spaziali. A Busalla si è seminato in un humus fertile sotto ogni punto di vista e proprio perché la cittadina è a misura d’uomo, è paradossalmente adatta all’immensità dello Spazio che possiamo trovare concentrato in un percorso estremamente fruibile.

Per la prossima edizione è previsto un coinvolgimento in toto della città. L’Università di Genova, insieme al DITEN, gioca un ruolo importante ed è un forte riferimento per formare gli ingegneri pronti a rispondere alle istanze del presente e del futuro. Proprio l’Università di Genova, riconoscendo le valenze scientifiche e divulgative del Festival dello Spazio di Busalla, ha deciso, anche come omaggio al noto cittadino busallese, di consegnare al Comune gli SQUID, i magnetometri estremamente sensibili, allora all’avanguardia, capaci di misurare piccolissime variazioni di flusso. Ormai i sensori sono diventati apparecchiature storiche non più usate per la ricerca, ma recuperano la loro importante testimonianza assumendo una dimensione museale.

La giornata di domenica è stata pensata più per i non addetti ai lavori ed è stato tutto un “amarcord” sulle testimonianze di quel momento cruciale riproponendo anche Tito Stagno, il mitico telecronista di quell’evento in mondovisione. Indubbiamente il progetto APOLLO fu un progetto estremamente coraggioso e oggi lander e robot stanno preparando un prossimo sbarco di esseri umani sul nostro satellite naturale.

Da ieri ad oggi in un balzo con l’IIT, l’Istituto Italiano di Tecnologia, a una conferenza-spettacolo dove protagonisti sono il sogno e l’avventura della mente che guarda alla Luna come alla sua controparte celeste. In un simile contesto non poteva mancare l’arte che è entrata in dialogo con il contesto grazie a Roberta Chioni, architetto e artista.

Festival dello Spazio di Busalla

Acqua di Luna”, il suo delicato ma incisivo lavoro spaziava nella sala dedicata al convegno. La sua matrice squisitamente ecologica intende sottolineare l’importanza del discorso sullo spazio e l’impellenza di recuperare il rapporto con la natura da cui dipendiamo tutti noi terrestri. Non il pianeta azzurro che continuerà beatamente il suo iter ma noi, la specie umana.

www.festivaldellospazio.com 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook