basket NBA: Noah sospeso per 20 partite

basket NBA: Noah sospeso per 20 partite

Joakim Noah è stato trovato positivo ad un controllo antidoping. Il centro dei New York Knicks era fuori da diversi mesi a causa di un infortunio.

Il centro francese di New York, Joakim Noah, è stato sospeso a seguito di un controllo antidoping. Nell’organismo del giocatore infatti è stata trovata la molecola LGD-4033, una sostanza anabolizzante appartenente alla categoria SARM. I SARM sono modulatori selettivi dei recettori degli androgeni. Questi composti sono classe di sostanze anabolizzanti in grado di agire in modo selettivo riducendo così le cosiddetta proprietà androgene degli steroidi, causa della maggior parte degli effetti collaterali.

Inutile dire che questo gruppo di farmaci sono vietati dalla World Anti-Doping Agency e che sono presenti nella lista delle sostanze bandite anche nel contratto collettivo dei giocatori NBA.

In seguito all’accaduto la NBA ha comunicato che Noah verrà sospeso per 20 partite. Essendo New York fuori dalla zona playoff, con un record di 27-45, il giocatore  sconterà le gare tra la fine di questa stagione e l’inizio della prossima. La NBA ha anche comunicato che Noah non sapeva di violare una regola del contratto collettivo. A seguito delle indagini effettuate il suo comportamento è stato infatti definito “nè volontario nè consapevole”. Indagini alle quali lo stesso giocatore francese ha collaborato.

Con questo episodio va quindi a concludersi una stagione particolarmente amara per il numero 13 di New York. Joakim si era infatti già sottoposto ad un intervento chirurgico al ginocchio lo scorso Febbraio mettendo un punto alla sua non esaltante prima stagione ai Knicks fatta di 46 partite disputate. Questo ulteriore passo falso sembra mettere ancora più sotto una cattiva luce la scelta del GM Phil Jackson.  Noah sembrava l’ultimo tassello di quello che sarebbe dovuto essere un super team. Rose, Lee, Anthony, Porzingris, Noah, sulla carta sembrava promettere molto di più delle 27 vittorie attuali.

Papà Yannick.

La condanna subita da Joackim si è ritorta come un boomerang verso il padre Yannick. Ex tennista di altissimo livello. Yannick Noah è stato infatti uno dei personaggi più agguerriti nei confronti del doping. Memorabile fu la crociata che intraprese contro il tennis spagnolo. Ovviamente i media hanno subito colto la palla al balzo.

In pochissimo tempo radio e tv hanno subito riproposto tutte le accuse di Yannick. L’ex campione infatti aveva rivolto accuse pesanti nei confronti degli atleti spagnoli. Considerati da lui molto tutelati dalla propria federazione in ambito di doping.

Com’è possibile all’improvviso la Spagna abbia cominciato a dominare in tanti sport?

Yannick Noah aveva anche proposto, non sappiamo quanto provocatoriamente, di legalizzare le sostanze dopanti. In quanto secondo lui c’è troppa disparità di trattamento tra i diversi atleti.

La guerra all’ antidoping è impari. O il doping viene accettato o deve essere proibito a tutti.

Accuse ed idee più o meno condivisibili a parte. Tutta l’energia che l’ex giocatore aveva dedicato a questa lotta è stata rapidamente strumentalizzata. Anche se la sostanza assunta dal figlio diventerà legale a breve, gli si è ritorto tutto contro.

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