Basket NBA: Ritirata la maglia di Tim Duncan

Basket NBA: Ritirata la maglia di Tim Duncan

I San Antonio Spurs hanno ritirato la maglia del leggendario Tim Duncan in occasione della partita contro New Orleans, una vera festa a tema nero-argento.

Finalmente è stata issata accanto a quelle degli altri grandi del basket di San Antonio la maglia di Tim Duncan. Uno dei più illustri e leggendari interpreti del gioco del basket.  Ed uno dei più grandi ad aver  vestito la maglia degli Spurs. La cerimonia ha avuto luogo insolitamente alla fine della gara vinta dagli Spurs per 113 a 100 a discapito dei New Orleans Pelicans e non all’intervallo, come di consuetudine nella NBA. Questo ha permesso ai fans di godersi appieno la “festa per TD”. Ex-compagni, ex-allenatori e colleghi tutti riuniti per raccontare la loro esperienza, il loro cammino insieme alla superstar più silenziosa di sempre.

Molti hanno preso la parola al microfono ma il momento più atteso e più emozionante è coinciso ovviamente con il bellissimo il discorso di coach Gregg Popovitch. Pop ha ripercorso tutte le tappe della sua carriera insieme ai 19 anni di basket di Tim, dal reclutamento fino al ritiro passando dallo scherzo e la battuta alla commozione.

Duncan è esattamente lo stesso che era quando per la prima volta è arrivato qui.

 

TD

La maglia numero 21 di Duncan va quindi a posizionarsi insieme a quelle di altri grandi Spurs del passato. Molti dei quali sono stati anche suoi compagni di squadra: Bruce Bowen, David Robinson, Sean Elliott, Avery Johnson, George Gervin, James Silas e Johnny Moore.

Tim Duncan e gli Spurs.

Duncan fu scelto nel 1997 dopo il suo ultimo anno di college a Wake Forest. Entrò a far parte degli Spurs durante la fine della carriera di David Robinson. Poco dopo il suo ingresso nella lega cominciò ad essere chiamato “The Big Foundamental”, per merito della sua tecnica perfetta nei fondamentali del gioco. Fino al 2003, anno del ritiro di Robinson, gioco al suo fianco formando una inarrestabile coppia di lunghi soprannominata “le torri gemelle”. Con l’addio dell’ “Ammiraglio”, iniziò una nuova fase dei San Antonio Spurs. Quella del trio formato da lui-Ginobili e Parker, che portò a tanti trionfi la squadra texana.

In questi anni di Spurs Timmy ha messo insieme record su record, infatti anche se le altre maglie ritirate sono tutte di grandi nomi, praticamente nessuno di loro vanta il palmares dell’ormai ex 21 nero-argento.

5 titoli NBA.

2 MVP della regular season.

3 MVP delle finali.

26496 punti in carriera.

15091 rimbalzi.

3020 stoppate.

71%, percentuale di vittorie in carriera, la più alta su 19 anni di NBA.

In conclusione ci sono 47368 minuti giocati,tutti questi e tutto questo sempre con la stessa maglia, quella dei San Antonio Spurs. Ma i numeri non possono spiegare quello che è stato questo giocatore per la squadra e la città di San Antonio. Un leader silenzioso, muto, che ha trascinato con l’esempio i compagni per 20 anni. Grazie alla dedizione all’allenamento ed alla sua fine intelligenza gli Spurs sono riusciti a creare un sistema di pallacanestro senza eguali. Ovunque nel basket si sente parlare di “Spurs culture”, ed in tantissimi provano a riprodurla lontano dall’ Alamo, con poco successo. E’ tutto racchiuso in quello che è stato Duncan, un maniaco della pallacanestro, affamato di vittorie, consapevole che per arrivare primi al traguardo è necessario che ognuno faccia il proprio compito al meglio.

Per fare questo è sempre rimasto fuori dal tempo, dalla modernità, dalle luci dei riflettori. I campioni suoi coetanei partecipavano agli eventi di gala, sfoggiavano vestiti costosi ed in campo facevano giocate spettacolari. Lui no, sempre fuori da tutto questo, camicia a quadri ed appoggi al tabellone alla Geroge Mikan. Posizione perfetta in difesa, giocate per il compagno e soprattutto farsi trovare sempre al posto giusto, al momento giusto. Lustrini, coriandoli ed argenteria non gli interessavano, a lui importava soltanto vincere sul campo, il resto era accessorio. Per questo è sempre andato così d’accordo con Gregg Popovich, un altro personaggio ossessionato dalla vittoria.

Non ci sarebbe stata la Spurs culture se non ci fosse stato Duncan. La città questo lo ha sempre saputo, e come giusto ha voluto rendere omaggio e dare tutto il suo calore ad uno dei suoi beniamini, uno dei più grandi di sempre del gioco della pallacanestro

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