Menù di Pasqua con agnello e Giro delle Fiandre: Cancellara fenomenale!

A Pasqua, per quest’anno, gli appassionati di ciclismo hanno aggiunto un posto a tavola per il Giro delle Fiandre e per tutti quei corridori che l’agnello lo vedranno (forse) solo a cena, dopo aver domato (più o meno facilmente) 256 Km, 17 muri e il terribile pavé. La 97esima edizione della corsa, nata esattamente 100 anni fa, presenta in sequenza la temibile accoppiata Oude Kwaremont – Paterberg da ripetere per ben tre volte. La vigilia è stata tutta per Cancellara e Sagan. I due erano attesi come il piatto forte di giornata e il profumo che veniva dal Belgio faceva venire l’acquolina in bocca. Il sapore sotto il palato non ha tradito le attese: La locomotiva di Berna ha stravinto, il giovane Sagan ha acciuffato la piazza d’onore.

Pronti via, dopo 19 Km Boonen cade dalla bicicletta. Il belga è costretto ad abbandonare la corsa anche se fortunatamente non ha riportato fratture. Davanti sette corridori – Bol, Van der Sande, Morkov, De Troyer, Claeys e De Vreese – portano via una fuga a cui successivamente si aggiungono anche uno splendido Greipel, Kwiatkowski, Tjallingii e Jerome. Dietro il gruppo controlla la situazione piuttosto agevolmente, non concedendo troppo vantaggio ai fuggitivi. I migliori sono tutti lì: questo contribuisce a far emergere una corsa molto bloccata tatticamente, in cui i corridori si studiano forse troppo a vicenda. L’Europcar prende in mano la corsa per Voeckler, che inizia a pedalare con mille smorfie, segno che la condizione è buona.

Il Fiandre 2013 stenta a decollare, il primo passaggio sull’Oade Kwaremont – Paterberg viene preso ad andatura regolare, un primo assaggio con la promessa forzata di tornare, non una ma due volte. Il primo vero strappo di giornata si consuma sul Koppenberg, dove il gruppo si fraziona in due tronconi: un atleta perde il controllo della bicicletta e mezzo gruppo è costretto a mettere piede a terra. Anche Gatto e Paolini rimangono dietro, ma fortunatamente riescono a riconquistare le prime ruote del gruppo. Dopo il secondo passaggio sul Kwaremont, Roelantds cerca di avvantaggiarsi su Cancellara e Sagan, giocandosi le proprie carte: si ricongiunge con il gruppetto al comando (che intanto aveva perso qualche fuggitivo per strada) insieme a Offredo, Turgot e Hinault. La RadioShack, squadra di Cancellara, alla vigilia considerata non all’altezza per supportare il campione svizzero, si mostra compatta e in testa al gruppo mantiene gli attaccanti a portata di pedale.

Giunti per la terza volta sul Kwaremont, questa volta con la promessa sentita di non farsi vedere più per almeno un anno, Cancellara rompe gli indugi e il tatticismo dei vari Voeckler, Chavanel, Boasson-Hagen va a farsi benedire. La progressione della locomotiva di Berna è entusiasmante e solo Sagan, a testa bassa, riesce a tenere il binario giusto. Ma Cancellara non è come tutte le altre locomotive, non ha intenzione di offrire passaggi a nessuno, e con una seconda terribile trenata fa vacillare il campioncino slovacco. Sagan perde un metro, va fuori giri, ma riesce a rientrare terminata la salita. Intanto, ripreso Roelantds rimasto solo al comando, la strada continua a salire, il pavé non da tregua e le punte del 20% del Paterberg rimangono sulle gambe di Sagan. La locomotiva di Berna è l’unica in grado di trovare ancora una volta il binario giusto sul pavé: prima Roelantds e poi Sagan deragliano. Cancellara sconfina con qualche metro di vantaggio: lo svizzero inizia la sua cronometro finale, Sagan va alla ricerca di zuccheri. In quei pochi metri bisognosi di zuccheri si è chiuso il Fiandre. Cancellara giunge al traguardo con 1’30” (guadagnati in 13 Km) su Sagan e Roelantds (ottimo Oss dodicesimo e primo degli italiani), lungo abbraccio con la moglie e Pasqua festeggiata nel migliore dei modi. Noi con le gambe sotto al tavolino, lui con le gambe sui pedali. Il Fiandre val bene un agnello.     

 

Giacomo Di Valerio

2 aprile 2013

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