Gand – Wevelgem: impennata di Sagan

Il Gp di Harelbeke ha scaldato i motori dei ciclisti in vista delle grandi classiche del nord. Fabian Cancellara, per l’occasione, ha sfoderato un’azione delle sue: la locomotiva di Berna si è levata di binario tutti i pretendenti a 30 Km dall’arrivo ed è arrivata al capolinea con 1’08” di vantaggio su Peter Sagan, nuovamente secondo dopo la Milano – Sanremo. Qualche malizioso iniziava già a parlare di lui come un eterno secondo, dopo i primi accostamenti avventati con il Cannibale Merckx.

Domenica è stata la volta della Gand – Wevelgem, classica di 237 Km accorciata a 190 Km per il freddo e il gelo. La primavera, quest’anno, se ne lava le mani. Le condizioni sembrano le stesse della Milano – Sanremo, e il pensiero deve aver sfiorato anche la testa di Sagan, che questa volta non sbaglia nulla e alza la bicicletta al cielo (un’impennata che testimonia la sua incredibile padronanza del mezzo). Forza, tattica, colpo a sorpresa e folle trascinate. Sagan fa bene al ciclismo e il ciclismo fa bene a Sagan.

La gara è condizionata dal vento che fraziona il gruppo in più parti. Cancellara (ritirato eccellente insieme a Boonen, caduto) non ha nessuna voglia di spremersi, e lo si capisce subito quando a causa di un ventaglio rimane dietro con Hushovd, Flecha, Gilbert, Van Avermaet (concluderà terzo) e molti altri. Si ricongiungeranno con il gruppo principale ai 100 Km dall’arrivo. A rompere gli equilibri ci pensa Juan Antonio Flecha: lo spagnolo porta via una fuga con Assan Bazayev e Mathieu Ladagnous. I tre devono, però, fare i conti con il gruppo. Quando si entra nella parte finale della corsa, il campione del mondo Gilbert cerca prima di fare la differenza, poi rimane attardato quando Haussler si ricongiunge con i tre davanti portandosi dietro tra gli altri Sagan, Bodnar, Bozic (secondo alla fine), Van Avermaet,nella pianura dopo il Kemmelberg.

Gli uomini al comando guadagnano fino a 1’30” di vantaggio, finché il profumo della vittoria spinge molti fuggitivi a “non dannarsi l’anima”, costringendo uno splendido Bodnar, compagno di squadra di Sagan, a strizzare i muscoli alla ricerca delle ultime gocce d’energia. Il vantaggio scende e i fuggitivi continuano a studiarsi, pronti a prendere la ruota di Sagan nella volata finale, sperando di poter imitare Ciolek alla Sanremo. Ai meno 4 Km dalla conclusione però, anche il pensiero dello slovacco va a Ciolek e l’eterno secondo per due gare decide di giocare il colpo a sorpresa da campione: non aspetta la volata, scatta e tanti saluti a tutti. Gli altri fuggitivi perdono l’attimo giusto per ricucire e il formidabile Sagan arriva sul traguardo godendosi la passerella, ringraziando tutti con un’impennata che farà storia.

“Aspettavo da tempo – ha dichiarato all’arrivo – di vincere una Classica del Nord. Queste corse sono le mie preferite e mi si addicono anche. Perché non ho aspettato la volata? Mi sentivo molto forte, meglio evitare eventuali brutte sorprese.” (gazzetta.it). La Sanremo ha fatto scuola per il giovane Sagan, i suoi colleghi sono avvertiti.    

 

Giacomo Di Valerio

26 marzo 2013

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