Karate:un’arte fra disciplina e sport

La parola karate etimologicamente risulta  composta dalla parola KARA, letteralmente mano, per estensione arte o tecnica,  e TE, vuota. Il concetto del vuoto sottolinea l’importanza per il praticante di riuscire a sgombrare la mente da ogni pensiero, preoccupazione o ansia.
L’arte  marziale del karate vede i suoi natali nelle isole Ryukyu,arcipelago a sud del Giappone (oggi isole Okinawa) tra il XVII-XVIII sec., dove, in seguito alle lotte intestine fra clan rivali, fu vietato il possesso  di armi o bastoni alla popolazione locale, che cominciò a sviluppare un tecnica di autodifesa a mani nude.
A partire dall’età moderna il Karate ha visto lo svilupparsi, accanto alla concezione di carattere prettamente marziale e di autodifesa, una seconda di carattere sportivo ed agonistico, favorita dall’attività dei gruppi sportivi militari.
Oggi in Italia il Karate è un ‘attività sportiva riconosciuta dal CONI attraverso la federazione sportiva FIJLKAM, della quale fanno parte sport olimpici quali  judo e  lotta.

L’attività agonistica del karate vede un differenziazione fra due diversi, ma complementari, tipi di competizione: il KATA sia individuale che a squadre, che letteralmente significa forma, il quale è un combattimento immaginario contro uno o più avversari attraverso delle tecniche prestabilite,e il KUMITE (anche esso individuale o a squadre), il quale è invece il combattimento vero e proprio tra due atleti, basato su un preciso regolamento di gara e un giudizio arbitrale, con una divisione in categorie basata sul peso ed età.
L’Italia negli ultimi anni ha conseguito notevoli successi divenendo una delle realtà europee e mondiali tra le più importanti del panorama sportivo del karate, avendo conquistato in più occasioni i primi posti del medagliere nelle recenti competizioni internazionali e sviluppando sistemi di allenamento all’avanguardia.
Proprio domenica scorsa, si è tenuta al Palafijlkam di Ostia, un importate appuntamento per il karate italiano, i 48° campionati assoluti di Kata. La gara con un ottimo numero di partecipanti, nella cornice del nuovo palazzetto, ha visto la il trionfo nella categoria maschile del più volte campione italiano Luca Brancaleon del gruppo sportivo dell’Esercito, mentre in quella femminile ha ottenuto il primo posto la genovese Viviana Bottaro, la quale in una splendida finale ha sconfitto la compagna di nazionale Sara Battaglia, del gruppo sportivo delle Fiamme Oro(Polizia di Stato).
Oggi il karate non è ancora uno sport olimpico, anche se in più occasioni,in particolare nel 2005. il comitato del C.I.O fu vicino ad approvarne l’entrata,sfumata per il mancato raggiungimento di pochi voti. Il nuovo obiettivo rimangono cosi le Olimpiadi del 2020, dove gli approssimanti di questa arte marziale sperano di poter vedere gareggiare i campioni italiani

Damiano Rossi – redazione Roma
11 marzo 2013

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