Sentenza del TAS, Alex Schwazer squalificato per 8 anni

Sentenza del TAS, Alex Schwazer squalificato per 8 anni

Il marciatore trovato nuovamente positivo il 1° gennaio è stato giudicato non idoneo a disputare le gare olimpiche da 20 e 50 km di marcia.

Il tentativo di Alex Shwazer di gareggiare alle olimpiadi di Rio de Janeiro si è concluso con un fallimento.

La pesantissima sentenza del TAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport, ha definitivamente tarpato le ali ad ogni possibilità di vedere l’atleta marciare nelle gare olimpiche di Rio, speranza che era derivata dal rinvio del giudizio. L’ ex campione olimpico è al secondo caso di positività, il primo risalente all’estate 2012, alla vigilia dell’olimpiade di Londra. Alex ammise di aver assunto Epo ed anabolizzanti per migliorare le sue prestazioni sportive in seguito al fallimento di un controllo antidoping della Wada, l’Agenzia mondiale antidoping.

Ovvia l’esclusione dai precedenti giochi.

Dopo la prima condanna con conseguente squalifica Alex aveva però deciso di dare una seria svolta alla sua carriera ed alla sua immagine di sportivo ormai apparentemente compromessa in modo irrimediabile.

 

Alex Schwazer ed il suo allenatore Sandro Donati

Primo sigificativo passo fu il cambio dell’allenatore passando da Michele Didoni a Sandro Donati, storico coach ed entità quasi mistica dell’atletica italiana che si è sempre battuto contro il doping e l’illecito sportivo. Fu lui a denunciare la frode attuata dai giudici del salto in lungo in occasione dell’ultimo salto di Evangelisti durante i campionati del mondo del 1987 di Roma (ndr: sembra sia stata una sua segnalazione ad aver indirizzato la Wada al controllo su Schwazer il 30 luglio 2012).

Il suo allenatore, neanche a dirlo, è il primo a mettere il discussione la sentenza di squalifica di 8 anni emessa del TAS su richiesta dalla IAAF, International Association of Athletics Federation.

Punizione durissima in quanto Alex Schwazer risulta positivo nuovamente e quindi recidivo.

Alex era stato infatti trovato negativo ad un esame effettuato a sorpresa presso la sua abitazione di Bolzano il 1° gennaio 2016 ma in base ai dati del suo passaporto biologico la IAAF ha ordinato un esame ulteriore che ha portato alla luce dei valori sospetti di testosterone. Ha dichiarato Donati:

“Perché controllarlo il primo gennaio e non il 28 dicembre? L’obiettivo era quello di effettuare tutto il primo gennaio, a laboratorio chiuso, con la possibilità di tenere la provetta un giorno intero prima di portarla a Colonia”

Aggiungendo inoltre che la IAAF ha fatto di tutto per far allungare i tempi e le possibilità di difesa di Schwazer e che il direttore del laboratorio di Colonia aveva dichiarato la sua disponibilità ad utilizzare la struttura. Tutti elementi che si andrebbero a sommare ai 14 controlli precedenti con esito negativo sostenuti dal corridore altoatesino.

Tra le ormai irreparabili macerie create dalla sentenza rimane comunque la possibilità di fare ricorso con ipotesi di “dolo” ad un tribunale svizzero, anche se le possibilità di gareggiare in Brasile sono ormai totalmente sfumate. Nel frattempo la procura di Bolzano ha aperto un fascicolo per indagare su questa ultima ipotesi ed il legale dell’atleta ha esposto una denuncia contro ignoti passando quindi dalla giustizia sportiva a quella ordinaria.

 

 

 

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