Renzi, democrazia in un self o in un selfie?

Renzi, democrazia in un self o in un selfie?
Renzi in selfie mood

Self democracy, selfie democracy o self-selfie-democracy?

Renzi, un vero selfie-man made, che uomo sarebbe senza il suo smartphone (cellulare intelligente, Sig. Presidente)?
Del botta e risposta di ieri tra il deputato M5S Brescia e Renzi (e non la chiamo Presidente, Sig. Presidente) mi ha colpito guardando il video, al di là dei contenuti condivisibili o meno (e da lei perfettamente ignorati, Sig. Presidente), è la particolare attenzione che Renzi, en passant, presta al suo telefonino multimediale (così mi capisce meglio, Sig Presidente), con quell’aria tra l’annoiato, lo spocchioso, con una spruzzata di superficialità (solo nell’atteggiamento, Sig. Presidente).

Con chi si scrive il Premier (capo, Sig. Presidente, vedasi significato anche su un dizionario italiano)? Sa trovare da solo le piccate rispostine che eludono discussioni vere ed approfondite?

Ma io dico, si questiona a profusione in merito all’utilizzo, aggiungerei improprio, dei cellulari quando l’oggetto dell’analisi sono gli adolescenti, figli sfuggenti al controllo dei genitori, studenti annoiati o furbetti (questo non lo cerchi sul dizionario Sig. Presidente, penso che ne sappia più del vocabolario stesso) a cui proibire l’utilizzo dello stesso in classe, e nessuno mette l’accento sull’abuso e dipendenza di chi siede in altre aule? Di chi, stipendiato da noi, ci rappresenta e probabilmente sarebbe incapace di rappresentarci senza questo formidabile prolungamento della propria mano e del cervello (sharing brain, Sig. Presidente)?

To selfie or not to selfie? Sembra essere diventata questa la preoccupazione maggiore di chi allo spessore ha sostituito lo schermo.
Marketing politico, post-democrazia, edonismo egotistico (chieda il senso a Sensi, Filippo, il cellulare le serve a questo, giusto Sig Presidente?).

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