Il fardello di ogni studente: la maturità

Il fardello di ogni studente: la maturità

maturità 2015

Gli anni del liceo sono stati per tutti ricchi di eventi, pieni di significato: le prime cotte, gli scioperi, i professori e le verifiche “a sorpresa”, il raggiungimento dei tanto agognati 18 anni, le prime feste fino a tardi, ma soprattutto l’ultimo anno che segna la fine di un ciclo e che porta con sé l’inevitabile esame finale: la maturità. Checchè se ne dica, arriva per tutti e tutti si sentono dire da genitori, amici più grandi, nonni, parenti e anche insegnanti la frase odiosa e ripetitiva “Ci siamo passati tutti e non è mai morto nessuno”. Quanta verità e quanta inutilità in queste poche parole, che non fanno sentire lo studente/la studentessa né meno ansiosa né più sicura della propria preparazione. E durante il quinto anno di liceo (qualsiasi liceo o istituto), anche i professori fin dall’inizio non fanno che ripetere che quello è l’anno dell’esame di maturità. E tante care cose a tutti quanti.

Anche in quest’estate 2015 è arrivata, puntuale come un orologio svizzero: mercoledì 17 giugno si è dato inizio alla giungla delle prove scritte, che una volta conclusesi portano al tanto temuto orale, di fronte alla platea dei professori (interni o esterni alla commissione poco importa, fanno paura alla stessa maniera). La prima prova, quella che la notte prima non ti fa dormire, in quanto ci si arrovella il cervello cercando di indovinare (e quando mai ci si riesce) le tracce che il nostro Ministero dell’Istruzione farà uscire: il tema. Quest’anno le possibilità erano davvero interessanti, anche se purtroppo il nostro organo adepto alla scelta delle tracce non si è fatto mancare un bell’errore in una delle possibilità (cosa peraltro già successa in anni addietro): tipologia A, il tema letterario, in cui è stato proposto un brano di Italo Calvino, tratto dalla sua opera “Il sentiero dei nidi di ragno, Romanzi e Racconti, Vol.1”. Qui spazio agli amanti della lettura e della letteratura italiana, addirittura definita da alcuni la tipologia “per chi non sa scrivere”, ma lasciamo l’ardua sentenza ai posteri; tipologia B, il tema in cui si chiede la redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale, ed è proprio qui che nell’ambito artistico – letterario è stato confuso un quadro del pittore Matisse. Di quest’ultimo è stata allegata una foto dell’opera “La lettrice in bianco e giallo” mentre nella didascalia si legge “La lettrice in abito viola” e inoltre nella didascalia è sbagliato anche l’anno che non è il 1898, bensì il 1919. Controllare meglio no, caro Ministero dell’Istruzione? Infine, la tipologia C, ovvero il tema di argomento storico e la tipologia D, scelta dai più caproni nella scrittura (ma anche questo, sarà vero?), il famigerato tema di ordine generale, che quest’anno ha però presentato una possibilità davvero interessante (per chi avesse letto il libro), riportando poche righe scritte nel romanzo di Malala Yousafzai, premio Nobel per la Pace 2014: la ragazza pakistana che ha rischiato di perdere la propria vita per aver rivendicato il diritto all’educazione anche per le bambine.

Terminata la prima prova, si passa alla seconda, la quale è diversificata per le varie tipologie di liceo: lingua per i licei linguistici, la versione di greco o di latino per i licei classici, la prova di matematica per i licei scientifici e via discorrendo. Nel ricordo di ognuno rimane impressa anche l’ultima prova scritta, quella definita generalmente terza prova: tutto e niente, un recap delle altre materie che possono esserci (alcune sì, altre no), con domande aperte in cui bisogna dimostrare di aver studiato durante l’anno.

Insomma, mettetela come vi pare, ma la verità è una sola: che ci si arrivi preparati o meno, che poi si vada all’università o che si decida di lavorare, l’esame di maturità rappresenta per tutti un momento tremendo, davvero difficile da cancellare dalle proprie menti.

 

Rebecca Cauda

18 giugno 2015

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