La cultura dell’ignoranza

La cultura dell’ignoranza

van gogQuesta volta Vittorio Sgarbi non ha urlato “Capra! Capra! Caproni!” ma ha dichiarato: “Quei prof che scrivono ai giornali per dire che non porteranno gli studenti a visitare la mostra di Marco Goldin in Basilica tradiscono il loro compito di educatori e andrebbero cacciati … ripeto, sono ignoranti e andrebbero cacciati”. Atteniamoci ai fatti e andiamo per ordine. Lo scorso 24 dicembre, in quel monumento nazionale che è la Basilica Palladiana di Vicenza, è stata inaugurata la mostra “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Ezigi al Novecento” esposizione di 130 opere dedicata alla notte nell’arte, la cui apertura il curatore Marco Goldin ha voluto proprio nella notte santa.

Tempo cinque giorni e sul Giornale di Vicenza appare la lettera annunciante: “Siamo un gruppo di docenti del Liceo Pigafetta che ha deciso di non accompagnare le proprie classi in Basilica Palladiana alla mostra dal titolo: “Tutankhamon Caravaggio Van Gogh – La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento”. L´arte non può essere solo emozione effimera e spettacolarizzazione, evento mediatico valutato positivamente o meno sulla base del consenso di un pubblico indifferenziato, ma costruzione di conoscenza, strumento in grado di dare identità, di creare desiderio di capire, di affinare capacità di rispondere a domande che le opere pongono …..Tra le principali motivazioni che ci spingono come insegnanti a non effettuare la visita, vi è lo scarso valore scientifico e didattico di eventi come questo, che si rivelano enormi calderoni dove le opere esposte sono legate da un generico filo (il ritratto, il paesaggio, la notte). Di nuovo, di veramente utile all´educazione del grande pubblico o allo studioso, poco o nulla. …. ”. Seguono trenta firme. La città insorge, ma il 3 gennaio una lettera al direttore firmata da un centinaio d’illustri cattedratici di tutta l’alta Italia sottoscrive quanto affermato dai professori vicentini.

Apriti cielo! Sul quotidiano cittadino inizia ed è ancora in corso, un botta e risposta, una litania di corale disapprovazione contro i docenti e la loro cecità e supponenza. In questo tira e molla di rimbrotti, biasimi, critiche, condanne, pollici capovolti, da parte di genitori inorriditi, lettori increduli, cittadini indignati, una logica domanda fa capolino: ma i prof del Pigafetta la mostra l’hanno vista prima d’infilare la lancia in resta? Se l’arte dev’essere conoscenza e la scuola ha l’obbligo d’insegnare metodi e saper creare il senso critico, cioè la capacità di un’analisi indipendente nei propri allievi, come ciò può avvenire privandoli della materia prima?

La mostra in Basilica Palladiana espone capolavori firmati Tiziano, Caravaggio, Zurbaran, Hopper, Klee, Nolde, Gauguin, Van Gogh, Bacon, Rothko, per ammirare i quali bisognerebbe attraversare l’Atlantico, è pertanto un’occasione imperdibile e la grancassa pubblicitaria che l’accompagna è giustificata, se non condivisibile.

Per fortuna, i professorini o i professoroni che hanno perso di vista l’obiettivo didattico rientrano in una sparuta fronda; ai loro allievi dobbiamo dire: disubbidite! Andateci per conto vostro, non lasciatevi condizionare da pregiudizi invalidanti, mostratevi più “illuminati” dei vostri educatori che forse non vi accompagnano per pigrizia e malavoglia, giacché le precedenti uscite le hanno definite “piuttosto faticose”.

Il consenso plebiscitario che sta ottenendo l’esposizione vicentina la racconta lunga. Non c’è bisogno di aggiungere altro. Anzi sì.

Forse gli insegnanti dissidenti sono convinti che Bacon sia quello che si cuoce con le uova?

di Cinzia Albertoni

5 gennaio 2015

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