Pedofilia e violenza. Riflessioni sull’uomo “moderno”

Pedofilia e violenza. Riflessioni sull’uomo “moderno”

pedofilia-violenzaPotrei elencare molte definizioni e vedute in merito all’argomento: autori, filosofi, storici e psichiatri si sono impegnati a fondo nel ricercare le cause scatenanti del fenomeno. Ma il loro lavoro, benché encomiabile, si è rivelato insufficiente. La pedofilia, e più in generale la violenza sui minori, sugli indifesi, sta dilagando. Ogni giorno c’è qualcuno che pratica abusi, ogni giorno nuove vittime vengono marchiate a vita, come se fossero una proprietà di coloro che esercitano questo rapporto di forza sapendo che dall’altra parte non potrà esserci reazione alcuna. La crescente disponibilità di materiale, di strumenti atti a costringere sotto il proprio giogo delle anime innocenti deve far riflettere: è l’uomo che rende possibile tutto questo. Proprio lui, quello che ha messo piede sulla luna, quello che ha scoperto l’elettricità, quello che innalza grattacieli sempre più alti e nel contempo cade rovinosamente in un circolo vizioso in cui l’unica soddisfazione consiste nel più animalesco degli istinti: sopraffare il più debole.

Il senso di frustrazione che si prova innanzi alle sconfitte non deve in alcun modo generare sentimenti di ribellione che sfociano nel riversare la propria rabbia verso chi non ha le capacità di poter dire ‘no’. Ma questo è ciò che accade, il mondo post-moderno e post-idealista è in decadimento. La morale, i valori e la famiglia stanno inesorabilmente scomparendo. Ma chi produce i valori? a chi il compito di preservare nel tempo la famiglia, nucleo fondante della società? questi compiti spettano a tutti noi, nessuno escluso. Dobbiamo avere il coraggio di affrontare quello che ci si paventa davanti, che siano eventi belli o brutti, dobbiamo avere la forza di agire per un bene comune che può e deve svilupparsi attraverso ogni singolo abitante del nostro pianeta.

C’è una foto, molto particolare, inviata dalla sonda Voyager 1, che è stata intitolata “Pale blue dot”. Essa – oltre all’importanza scientifica – è intrisa di significato per gli abitanti del puntino sbiadito, ovvero: non siamo quello che crediamo, e non siamo neppure ciò che vogliono farci credere di essere, la realtà è che siamo indifesi e  vulnerabili di fronte agli eventi che potrebbero accadere nella vastità dell’universo,  il quale – finora e fortunatamente – come un buon padre ci ha lasciato vivere con  una certa tranquillità. Sostituiamo il puntino con un bambino, e l’universo con un uomo adulto: cosa accadrebbe se l’adulto improvvisamente riversasse le sue ire e manie sul piccolo? La via corretta, quella che può definirsi “evoluzione” è e sarà sempre piena di ostacoli: aggirarli o sentirsi sopraffatti da essi equivale a smettere  di vivere e questa è la peggiore delle sconfitte. La vita è un insieme di alti e bassi, non lasciatevi pervadere dall’idea che tutti possano ottenere fama e successo facilmente, non è così. Il rischio è quello di regredire, di far prevalere aspetti che  causano danni ingenti in noi stessi e negli altri.

Per natura si è portati a ricercare la soluzione più semplice, a trovare immediato  sollievo al male che si prova in un dato momento, questo comportamento, però, non lo si può applicare ad ogni aspetto della nostra vita, non lo si può far  tramutare in rabbia e manie perverse da scaricare sui nostri prossimi più indifesi.

Cerchiamo piuttosto di agire sapendo che la nostra missione è quella di preservarci  e migliorarci, in modo che chi ha bisogno delle nostre cure amorevoli sia felice di riceverle e un domani di trasmetterle a sua volta. Siamo esseri “perfettibili” e perfettamente consci di poter dare un contributo decisivo: spesso potrà sembrare  tutto inutile, ma anche il nostro corpo è composto di cellule piccolissime, che però  lavorano all’unisono per consentire la loro stessa esistenza e la nostra.

Davide Lazzini
28 luglio 2014

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