I social network ci hanno rammollito

I social network ci hanno rammollito

social-networkFacebook, Whatapp, Twitter e l’ultima novità Tinder quanto condizionano il nostro umore?A chi non succede di gioire se proprio il tuo odiato amico di Facebook posta che gli hanno rigato la macchina? Quale donna non corre in bagno a truccarsi se il suo obiettivo maschile mette una foto che lo ritrae a fare la spesa nel supermercato sotto casa loro? E chi non è rimasto alzato fino a tardi per vedere se “l’altro” è ancora online….Siamo tutti un po’ contagiati, per non dire affetti cronicamente dalla malattia dei social network, ci rallegriamo per un “mi piace” in più e ci innervosiamo per un “visualizzato” senza risposta. Se poi pensiamo che ne hanno inventati di nuovi solo per favorire l’interazione uomo donna, la pressione aumenta notevolmente.

Tinder ( l’ultima diavoleria partorita da cinque geni perversi), ti chiede di mettere un cuore o una croce su un possibile nuovo incontro, quasi troppo facile no?Forse leggermente destabilizzante: “E se io metto il cuore e lui no?”, “E se io metto il cuore e lei mi usa per far ingelosire il suo ragazzo”, “E se dalle foto si aspettava qualcosa di più di me..”, “E se poi ci incontriamo e non mi piace?”.

Queste applicazioni hanno il potere di alterare il giudizio che abbiamo di noi, pompano un’autostima elevata o fanno sprofondare in una serie di complessi chi è già sul baratro, ma cosa c’è davvero di reale dietro un cuore, una x o una bacheca?Ormai le persone le conosciamo attraverso uno schermo, le notizie più fresche le constatiamo su Face book: dai risultati di una partita a chi ha vinto le elezioni, ma dove sono finiti gli incontri veri? Dove è finita la voglia di interessarsi al mondo, non perché la notizia ci capita sott’occhio spulciando bacheche, ma perché ci interessa davvero saperlo?Uno sguardo rapito sulla metro, la speranza che anche lui scenda dal bus quando scendi tu, l’idea di offrire un caffè alla ragazza seduta accanto che legge, sono davvero sostituibili con un messaggio in posta privata? E soprattutto quando incassiamo un rifiuto non è forse meglio guardando negli occhi chi ci rifiuta piuttosto che una non-risposta su Facebook? Sappiamo che in amore vince chi visualizza e non risponde, ma diventa quasi crudele non dare neanche una possibilità o una spiegazione, il contatto umano e visivo serve, anche per incassare un no.

Siamo tutti bravi a scegliere le foto che più ci rendono giustizia e siamo tutti brillanti dietro una chat, ma quanti hanno il coraggio di fare per strada, alla fermata del bus o in un pub quello che fanno al pc?

Chiara Marengo

19 luglio 2014

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