Gli strani nomi delle liste per le elezioni europee

Gli strani nomi delle liste per le elezioni europee

simboli-partiti-europeeSono stati depositati ieri i primi loghi delle liste che candideranno i propri rappresentanti alle elezioni per il Parlamento Europeo, come per tradizione i loghi sono stati esposti al Viminale. A fianco alle “solite” grandi liste , quest’anno come sempre, si sono presentati anche nomi più piccoli, alcuni dei quali dai molto “particolari”.

Il caso di nome sicuramente più discutibile è quello del Partito “Forza Juve, bunga bunga”, giusto per contrastare chi, in giro per il mondo, ci identifica come un popolo di tifosi creduloni che vedono soltanto le belle donne. Un nome discutibile per rappresentare un Paese che sta puntando a guadagnare credibilità. Oltretutto citando un evento che portava, al suo interno, diversi reati come il “Bunga Bunga”.

Si presenta anche, per la prima volta, il nome di Casa Pound, partito di estrema destra, desideroso di acquistare il posto che in Italia, finora, non è riuscito ad ottenere.

Abbastanza scontati, ma comunque strani, sono i partiti che puntano al “No Euro”, oppure chi evidenzia la propria decisione di astenersi dal voto, come la lista “Io non voto”. Queste liste sono le più ambigue. Come si può andare contro ad uno dei pilastri dell’Unione Europea candidandosi al Parlamento di quest’ultima? Oppure, come si fa a dire “Io non voto” se il proprio obiettivo è quello di prendere preferenze e consensi attraverso i voti?.

Ora, il problema non sta nella libera decisione di scelta del nome della propria lista, le piccole liste hanno diritto di scrivere “No Euro” come le liste spinte da Partiti (come la Lega Nord), ma l’andare contro i pilastri di una Unione di Stati è assolutamente controproducente. Perché vero che è difficile mantenere il passo dell’Europa filo-tedesca, ma è anche vero che senza un apparato superiore i singoli Stati europei sarebbero destinati a scomparire, con poche possibilità di competizione con i colossi mondiali. Perché l’Europa è l’unico passo per andare avanti anche perché adesso, con questo livello di integrazione, tornare indietro è, pressappoco, impossibile.

Le direttive sono difficili da seguire ma cantare il ritorno della Lira o il nome della propria squadra del cuore non fa altro che allontanare l’Italia dall’unica fonte di sopravvivenza collettiva: l’Europa. Quella grande confederazione che, ormai quasi duecento anni fa, fu ideologicamente immaginata da Giuseppe Mazzini. Un italiano, che sia una coincidenza?

Alessio Giaccone
7 aprile 2014

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