Italia: metamorfosi di fine estate, si esce dalla porta per rientrare dalla finestra.

Italia: metamorfosi di fine estate, si esce dalla porta per rientrare dalla finestra.
(https://www.polti.it/)

Li abbiamo visti tutti alle consultazioni quirinalizie sfilare in passerella davanti a quella porta presidenziale rimessa a nuovo per l’occasione. Li abbiamo visti tutti e tutti li rivedremo. Belli, abbronzati, crociati senza scudo, né spada né destriero, alla cerca di un assetto democratico di cui s’è perso da tempo l’odore.

Nella sfinitezza di un’estate torrida, non ci è sfuggita una virgola della tirata d’orecchie dell’avvocato del popolo, alias Premier Conte, all’alunno indisciplinato Salvini Matteo, impossibilitato a muovere un muscolo sotto la violenta pioggia di accuse, reo di portare il Paese al disastro con le sue incrollabili pretese di sovranismo.

Né ci è sfuggito il sorrisetto compiaciuto del Di Maio Luigino nell’assistere alla cacciata dietro la lavagna del suo ex compartecipe di sbaciucchiate murali. Chi meglio del Gigino poteva rappresentare la valenza espressiva del linguaggio del corpo tenendo le braccia strettamente conserte, segno di precisa e totale chiusura verso l’ ambiente circostante?

Alla fin fine, pare lecito chiedersi dov’era il “magister” d’eleganza oratoria, professor Conte, in questi due altalenanti anni di governo, allorquando i due soggetti non facevano che litigare. Forse un suo più tempestivo intervento avrebbe potuto evitare l’ingloriosa debacle del momento, ma in tutta evidenza la sinistra rimontante voleva a tutti i costi la “defenestrazione” del bau-bau leghista.

Al di là della Manica

Per proseguire in tema di gossip, scevri come nostro costume da alieni tecnicismi politici e da cifre di percentuali, allunghiamo lo sguardo fuori di casa nostra. Finora, ci eravamo sollazzati  col “parrucchino” volante dell’esimio presidente americano Donald the Trump.

Ecco affacciarsi ora alla ribalta internazionale un personaggio del tutto sconosciuto alla comune opinione pubblica. Si parla di BO-JO. Non si tratta di una rivisitazione del vecchio yo-yo per bambini, né di una gomma americana al gusto di frutta, ma di Boris Johnson, successore  della Teresa May al Consiglio dei ministri dell’UK. Insomma, uno indubbiamente importante nella compagine europea e mondiale. Chioma scompigliata color carota, incedere irruento, appare legittimo arguire che i genitori al momento del suo concepimento si siano ben guardati in faccia e, di comune accordo,  abbiano deciso di perpetuare il famoso film di Verdone con il  “famolo strano“. E il frutto sembra  riuscito alla perfezione.

Lasciamoli rincorrersi appresso ai loro parrucchini e torniamo a casa nostra, home-sweet-home. Vediamo cosa ci porteranno le foglie d’autunno.Vediamo cosa deciderà il sobrio Presidente Mattarella, che avrà il fumo negli occhi nel grande imbarazzo di non staccarsi dall’egida europea. Vediamo come potrà ricomporsi un governo tanto variegato e sfasciatissimo, laddove si assisterà facilmente a un “remake” riveduto e corretto dell’ “Arlecchino servo di due padroni“.

Vediamo quali e quanti usciranno dalla porta per rientrare dalla finestra.

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