Non è un Paese per giovani

Non è un Paese per giovani

non-e-un-paese-per-giovaniIn questi giorni è passata inosservata oppure è andata molto velocemente nel dimenticatoio una notizia importante: l’aumento degli arrivi degli italiani in Germania è stato del 40 per cento, quello di greci e portoghesi del 43, quello dei giovani spagnoli addirittura del 45 per cento. Purtroppo in valore assoluto, gli immigrati italiani hanno superato la soglia di 42mila persone, più delle 34mila provenienti dalla Grecia e dei 30mila spagnoli.
In un periodo di profonda crisi occupazionale, lo sconforto prende il sopravvento, la sfiducia nelle Istituzioni aumenta esponenzialmente causando quest’ondata di immigrazione verso mete più prospere.
Il Governo nella riunione presso l’Abbazia di Spineto ha definito la priority road map: il rifinanziamento della CIG (cassa integrazione in deroga) il decreto Imu e la creazione di posti di lavoro nonché incentivi agli “italiani che vogliono fare”.
Temi importanti, ambiziosi e sicuramente prioritari che poggiano su un Governo di cartongesso, in quanto, è bastata una campagna antigiustizia di Berlusconi & company per scatenare l’ira del premier che ha così commentato: “un’altra Brescia e mi dimetto”.
L’ultima polemica, ma questa volta riguarda un tema cruciale arriva dalle sigle sindacali CGIL CISL e UI, che hanno criticato aspramente il mancato inserimento del tema scuola tra le priorità dei primi 100 giorni di governo.
Questo Governo rappresenta l’ultima speranza per il disagio sociale in corso. L’investimento in capitale umano è in grado di ri-attrarre quell’intelligenza capace di creare innovazione che a loro volta causano maggiore produzione e ricchezza.
“L’istruzione è l’arte di rendere l’uomo etico”, commentava Hegel. L’investimento in capitale umano è uno di quei pochi investimenti per cui val la pena rischiare, in quanto crea valore per le generazioni venture e per le dignità individuali.
di Marco Franco
14 Maggio 2013
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