Francia: approvata dall’Assemblea Nazionale una legge contro i PFAS
Il 4 aprile scorso l’Assemblea Nazionale francese ha approvato una legge che vieta la produzione e la vendita di prodotti non essenziali contenenti sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS). Il disegno di legge presentato dal deputato dei Verdi Nicholas Thierry è stato approvato con ampio consenso, ottenendo 187 voti favorevoli e 5 contrari. Manca ora l’approvazione da parte del Senato.
Cosa sono i PFAS e i rischi per la salute
I PFAS sono una classe di sostanze chimiche artificiali utilizzate per le loro proprietà idrorepellenti ed antiaderenti in una vasta gamma di prodotti di consumo e industriali, tra cui imballaggi alimentari, padelle antiaderenti, filo interdentale, carta da forno, farmaci, dispositivi medici, cosmetici, abbigliamento, tessuti e arredi per la casa.
Queste sostanze vengono definite “inquinanti eterni” poiché incredibilmente resistenti alla degradazione naturale: una volta rilasciati nell’ambiente, si degradano in tempi estremamente lunghi. Accumulandosi negli ecosistemi, possono contaminare le risorse idriche, compresa l’acqua potabile.
Secondo diverse ricerche, queste non solo rappresentano una minaccia per l’ambiente, ma costituiscono anche un rischio per la salute umana.
Lo scorso dicembre, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’OMS ha reso noti i risultati di alcuni studi condotti sui due PFAS più comuni: l’acido perfluoroottanoico (PFOA) è stato classificato come “certamente cancerogeno per l’uomo”, mentre l’acido perfluoroottanosolfonico (PFOS) è stato classificato come “possibile cancerogeno per l’uomo”. Inoltre, nel corso degli anni, l’accumulo di PFAS è stato associato a disturbi quali problemi alla tiroide, danni al fegato e al sistema immunitario, diabete e impatti negativi sulla fertilità.
PFAS nel cibo
Diversi studi dimostrano inoltre la presenza di PFAS nei pesticidi, con conseguenti residui sui prodotti agricoli. Una recente ricerca intitolata “Toxic Harvest” di PAN Europe (Pesticides Action Network) ha rilevato che la presenza di residui di PFAS in frutta e verdura è più che triplicata dal 2011 al 2021.
Cosa prevede la nuova legge francese
Anticipando una possibile legge europea ancora in fase di discussione, la legge francese impone il divieto, a partire dal 1° gennaio 2026, dell’utilizzo di PFAS in cosmetici, nella sciolina e nella produzione di abiti, ad eccezione di quelli per la protezione personale. Rispetto alla proposta di legge originale, per ora restano escluse dal divieto imballaggi alimentari e utensili da cucina, così da concedere alle industrie francesi il tempo necessario per individuare alternative soddisfacenti.
Con l’approvazione di questa legge, la Francia sarà tra i primi paesi al mondo a vietare i PFAS. La precedono la Danimarca, che ha già messo al bando gli imballaggi alimentari contenenti PFAS e le schiume antincendio, e la Nuova Zelanda, in cui misure simili saranno attuate a partire dal 2025.
La situazione in Italia
Per quanto riguarda l’Italia, ancora non si vede l’ombra di una proposta di legge che affronti questo problema, nonostante diversi studi confermino il forte inquinamento da PFAS a cui è soggetto il paese.
Secondo diverse ricerche, infatti, il Veneto è da anni teatro di uno dei più gravi casi di contaminazione da PFAS in Europa. Di recente, inoltre, è stata scoperta la presenza di PFAS nelle acque potabili di diversi comuni in Lombardia, Piemonte e Toscana.
Attualmente in Italia, è stata redatta una mozione da giuristi ed attivisti, indirizzata ai sindaci, con lo scopo di sollecitare il divieto della produzione di PFAS nel Paese. Inoltre, Greenpeace Italia, che ha già avviato una petizione per la messa al bando di tutti i PFAS, ha invitato il governo Meloni ad emulare l’iniziativa francese, attraverso una legge che “ne vieti la produzione e l’utilizzo in tutta Italia”.
A cura di Giulia Abate




