Poesia, letteratura e giornalismo. L’importanza di chiamarsi Giuseppe La Delfa

di Mirko Tomasino

Poeta siciliano, scrittore e giornalista. Giuseppe La Delfa è uno dei personaggi più rappresentativi della cultura siciliana ed uno dei principali riferimenti nell’isola della nota poetessa Alda Merini, scomparsa lo scorso anno e molto legata alla nostra terra. 

Con la semplicità di sempre, La Delfa, figura poliedrica della tradizione letteraria e poetica siciliana, ha concesso un’intervista al nostro giornale parlandoci non solo di se stesso, delle sue opere e dei suoi progetti futuri ma anche di “politica”, connessa al delicato settore della cultura italiana da anni accantonata e depauperata in tutti i suoi aspetti. 


Giuseppe La Delfa, noto poeta, scrittore e giornalista siciliano. Quando è iniziata la sua carriera?


La mia non è una carriera, ma un percorso di esperienza di vita. La prima lirica in lingua la scrissi nel 1967 per una delusione amorosa , mi scoprii involontariamente poeta e da quel momento ad oggi continuo a sfornare versi sia in lingua che in dialetto. Fin dall’inizio degli anni 70, mi dedicai alla ricerca dei modi dire siciliani e di tutta la cultura della nostra terra, in modo particolare ai Proverbi siciliani, soprannomi, miniminagghia (indovinelli) , motti , detti, aforismi , preghiere, nenie, ninne nanne ,teatro siciliano (7 commedie scritte) , saggistica, ecc. Sempre negli anni 80 ho fatto l’attore e regista di diverse commedie dialettali e in lingua , ho partecipato con il regista Giuseppe Tornatore al film Malerna. Ho insegnato arte di recitazione per alcuni anni . 

Chi la conosce sa del suo rapporto privilegiato con la poetessa Alda Merini. Cosa le ha insegnato e quale ricordo conserva di lei?

Parlare di Alda Merini mi fa venire la pelle d’oca , ritengo che aldilà della grande poetessa-scrittrice e contemporaneamente pianista per passione – ho riscontrato in Lei una grande umanità , un’ ironia fuori dal comune e a volte vedevo in Essa una “catanese in gonnella”, con una vis comica piacevole mai fuori dalle righe . A casa Sua , mi ha insegnato ad amare il prossimo, rispettarlo , perdonare tutti . Sono stato testimone oculare alla Sua laurea ad Honorem a Messina e con i Suoi aneddoti ha sbalordito il Senato accademico e tutta la platea di ospiti presso l’aula Magna dell’Ateneo , luogo molto prestigioso dove alcuni giganti della letteratura italiana sono stati negli anni passati premiati o hanno svolto il ruolo di docenti, come il grande poeta Giovanni Pascoli all’inizio del 900, del Premio Nobel Salvatore Quasimodo al quale fu assegnata nel 1958 la Laurea ad Honorem. Alda ha lasciato un vuoto enorme nel panorama letterario italiano , ma il suo ricordo è sempre vivo in me. Ho ricambiato il suo affetto fraterno dedicandole due libri di poesie ” Vivaio di Emozioni “e un’Antologia Poetica in sua memoria con il mio staff poetico.

Quanto conta l’ingerenza della politica nel mondo della cultura di cui lei fa parte?

E’ una domanda interessante ! La politica oggi è in crisi direi in tutto il mondo occidentale ,ma in modo particolare in Italia e con essa la cultura . La crisi economica ha ridotti i fondi. Necessita tuttavia ripristinare il rapporto fra il mondo accademico e la politica con una collaborazione permanente e fittizia ,non disfattista , contornata da polemiche da bottega. Qualunque colore politico sta ai bottoni di comando deve fare un passo indietro . Ed è giusto puntare sulle nuove generazioni di intellettuali per salvare il mondo della cultura italiana che ha millenni prestigiosi di storia . Come mi diceva sempre il grande poeta siciliano Ignazio Buttitta Senior , (sono stato suo devoto allievo assieme a Carlo Puleo di Bagheria) la cultura salverà il mondo e noi siamo responsabili di rispettare e valorizzare il suo consiglio.

Ci parli brevemente della sua ultima opera e dei suoi prossimi progetti letterari.

L’ultima fatica letteraria risale a sei mesi fa, con la pubblicazione di un’Antologia poetica in omaggio a Teocrito, siracusano del III° secolo A.C, con la collaborazione di numerosi poeti siciliani. I miei progetti per il prossimo futuro sono rivolti al grande poeta Salvatore Quasimodo omaggiandolo con un’antologia in suo onore coadiuvato da poeti di valore e con l’autorizzazione del figlio Alessandro. Inoltre è in fase di stampa un’antologia poetica in omaggio ad Ignazio Buttitta senior. “Dulcis in Fundo ” : la stesura da parte mia di un rimario della lingua siciliana il cui aggiornamento manca circa da cento anni.

 

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