Si sveglia “ a muntagna”. Forte eruzione e fontane di lava sull’Etna

di Mirko Tomasino

Dalla notte del 12 gennaio i cittadini catanesi non assistevano a un simile spettacolo “pirotecnico” fatto di abbondanti fontane di lava e “giochi” di luce che solo il vulcano più grande d’Europa riesce a regalare.
L’Etna, a distanza di quasi quattro mesi si ridesta, cospargendo di cenere la città (secondo le fonti ben informate, la “pioggia” di cenere ha investito Catania per ben quattro ore, dalle due alle sei del mattino) e incuriosendo parecchi tra turisti, fotografi e addetti ai lavori.

Secondo gli esperti si tratta di normale attività di routine da parte del vulcano, il quale ha iniziato la sua attività eruttiva in seguito all’apertura del cratere di sud-est ad opera dello sfaldamento del terreno circostante.

Qualche problema si è registrato nell’intensa attività aeroportuale dello scalo etneo di Fontanarossa, il quale, nella mattinata, ha dovuto chiudere temporaneamente i battenti in seguito alla grande quantità di cenere che ha coperto la pista durante la nottata e fino alle prime ore del mattino.

Una nota proveniente dal portale dell’aeroporto di Fontanarossa avvisa così gli utenti: “A causa della contaminazione di cenere vulcanica della pista a causa dell’aumento del vento la pista resterà chiusa fino alle 15.30. L’unità di crisi si riunirà comunque alle 14.00 per verificare la situazione e decidere sulla eventuale riapertura dello scalo”.

Gli addetti ai lavori hanno fatto intendere che siamo solo agli inizi di una lunga eruzione da parte del vulcano catanese, il quale non tarderà a regalare nuove emozioni ai cittadini etnei e non solo.

E i prossimi boati che i cittadini udiranno, non saranno i fuochi d’artificio di una festa di paese, ma l’Etna che richiama all’ordine i suoi concittadini.

 

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