“Vivi per miracolo”, storia delle ombre coraggiose dei giudici antimafia

Non solo Falcone e Borsellino. Dietro valorosi uomini di giustizia, come i magistrati del pool antimafia di Palermo, vi erano uomini comuni, silenziosi servitori dello Stato, che, tra un’angoscia e un’altra, tra il rischio di autobomba e il pensiero a moglie e figli, scortavano chi in quegli anni ha intrapreso una vera guerra contro Cosa Nostra. 

Questo, il filo conduttore, del libro “Vivi per miracolo. I siciliani tra mafia e potere” edito da Il Garufi edizioni e scritto dall’agente di scorta, appuntato Vito Brattali e dallo studente di Giurisprudenza Casimiro Coniglione. 

L’opera, presentata nel suggestivo auditorium San Domenico di Militello in Val di Catania, ha visto coinvolte diverse figure istituzionali e politiche del nostro territorio, dai sindaci Valerio Marletta (Palagonia) e Pippo Fucile (Militello), al Deputato regionale Giovanni Burtone, fino all’assessore Giuseppe Ragusa con i due autori presenti. Moderatore dell’incontro il prof. Salvatore Paolo Garufi. 

Proprio quest’ultimo ha aperto le danze alla presentazione attribuendo valore e merito a chi, in quegli anni difficili ha speso la propria vita e il proprio coraggio per servire lo Stato e scortare i magistrati in lotta con la mafia, e, proprio il sindaco di Militello Pippo Fucile, riprendendo l’introduzione del prof. Garufi ha ribadito la necessità di diffondere una cultura della legalità che passi dalle scuole e dalle Istituzioni (l’esempio delle associazioni antiracket di Scordia) e la presenza massiccia dello Stato accanto agli uomini di legge impegnati nel rispetto delle regole. 

Successivamente, parola al neo sindaco comunista di Palagonia, Valerio Marletta. “In un momento storico molto difficile – dichiara il primo cittadino di Palagonia – la testimonianza dell’appuntato Brattoli è molto importante per dare un chiaro segnale di lotta alla mafia. Palagonia – aggiunge Marletta – è stata il cuore dell’inchiesta antimafia “Iblis” e dopo vent’anni di infiltrazioni criminali al Comune finalmente si è deciso di dare una svolta al paese. Lo Stato deve fare la sua parte, per fare rispettare la legalità e la giustizia”. 

L’intervento successivo concesso all’assessore Ragusa si è imperniato su una ricostruzione storica della Palermo degli anni ’80, quella dei mille morti ammazzati all’anno, quella del terrore mafioso e delle stragi, mentre, parole di conforto e di sostegno a un’azione di contrasto alla criminalità sono provenute dall’on. Burtone il quale ha dichiarato che, se esiste una politica collusa con la mafia ne esiste un’ altra che ha da sempre allontanato qualsiasi tipo di infiltrazione. “Nel meridione – dichiara Burtone – vi sono i giovani migliori e il compito di lottare con la mafia non è delegato esclusivamente alle forze dell’Ordine ma a tutti coloro i quali vogliono diffondere nella società una sana cultura della legalità”. 

Chiusura finale dei due autori, Casimiro Coniglione e Vito Brattoli. Coniglione ripercorre storicamente le tappe della mafia siciliana dallo sbarco degli alleati ad oggi, auspicando la fine di questo cancro solo con l’unione tra le forze più sane del Paese mentre un commosso Brattoli ricorda gli agenti di scorta scomparsi per compiere il loro lavoro e il dovere di ciascun uomo di estendere la cultura della legalità nella propria famiglia e nell’ambiente presso cui vive. 

Mirko Tomasino

30 luglio 2012

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