L’arte pop che non piace all’Amministrazione comunale etnea

Catania, città insensibile al fascino dell’arte moderna? Possibile. Il movimento Popap da tempo impegnato in una campagna di sensibilizzazione rivolta a tanti temi di interesse pubblico, ha lanciato la sua ultima sfida: i segnali stradali – divieti in questo caso – con dentro le parole “mafia” e “omertà”.

Se le precedenti creazioni del movimento – i segnali stradali con dentro infilzate le ramazze e le palme abbigliate a donne seducenti – non avevano suscitato le ire dell’Amministrazione comunale, qualcosa, invece, adesso, è andato storto.
La polizia municipale etnea, dotata di penna e taccuino, ha compilato un verbale di 389 euro destinato alla stravaganza prodotta dal gruppo artistico, colpevole di aver inserito nel contesto stradale simboli non facenti parte della segnaletica stradale.
Gli originali segnali prodotti dal movimento Popap dovevano essere 22, dislocati tra le centrali via Sangiuliano, via Etnea e Piazza Manganelli.
Il nostro voleva essere un progetto decorativo -racconta Antonio Anc, componente del gruppo – me con dei contenuti, un’opera di street arte che lasciasse pubblicamente un messaggio chiaro su una tematica che ci sta a cuore in una città dove c’è ancora chi fa fatica ad ammettere che esisti stano mafia e pizzo e nella quale, nel caso di Laura Salafia, un intero quartiere ha detto di non aver visto nulla”.
“Non pensavamo di infrangere la legge né tantomeno il codice della strada. Del resto i nostri cartelli non erano un’offesa per qualcuno, in fondo lanciavamo un messaggio positivo”- si difende il gruppo.
Insomma, la stravaganza mista alla sensibilizzazione sociale non sembra essere nelle corde dell’Amministrazione municipale catanese.

di M.T.

10 dicembre 2012

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