La raccolta differenziata a Catania non funziona

Netta la presa di posizione del senatore Enzo Bianco. “Catania è sempre più sporca, ci sembra che la gestione non sia affatto efficiente”.

Tanti numeri. Sono quelli che ha utilizzato Enzo Bianco oggi, in una conferenza stampa tenutasi nell’isola ecologica di viale Tirreno per denunciare la situazione in materia di rifiuti a Catania.

 

«Il servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti costa al Comune di Catania quasi 70 milioni di euro l’anno. Circa 13 milioni in più di quanto costa all’Ato Simeto Ambiente che copre un territorio maggiore, con più abitanti e fa la raccolta porta a porta in 16 comuni su 18. Una cifra sproporzionata anche rispetto al servizio che ne ha la città, che è sporca e non riesce a fare una efficace raccolta differenziata. Adesso l’Amministrazione Stancanelli non deve più perdere tempo: la legge fissa al 65% la percentuale di differenziata da raggiungere nel 2015 e oggi siamo troppo lontani. L’unico modo per riuscirci è modificare l’accordo con la ditta che cura la raccolta e fare il porta a porta anche a Catania. L’attuale sistema dei cassonetti, infatti, non funziona ed è scoraggiante. Se non si cambia rischiamo di trovarci costretti a pagare multe salate per il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti dalla normativa»

 

Il senatore Enzo Bianco si è soffermato anche sul contratto firmato tra il Comune di Catania e la IPI OIKOS, ditta aggiudicataria dell’appalto per la raccolta dei rifiuti. Il documento fissa (contrariamente a quanto previsto dalla legge regionale, che prevede il 65% entro il 2015) come obiettivo il  38% di raccolta differenziata, da raggiungere entro il termine di scadenza dello stesso, cioè il 2015. Il contratto ricordiamo è stato già sottoposto da diverse associazioni ambientaliste. all’attenzione del TAR Sicilia, perché ritenuto illegittimo.

 

«Il Comune – prosegue Bianco – ci spieghi come farà a rispettare le percentuali di differenziata previste dalla normativa, il 65% entro il 2015. Per ammissione dell’Amministrazione, a novembre eravamo a percentuali di raccolta tra il16 e il 20% e a dicembre saremmo dovuti arrivare all’irraggiungibile traguardo del 35%. Il rischio è che il Comune potrebbe essere multato pesantemente. Chi pagherà? I catanesi? Qual è il piano del Comune per raggiungere il 65%? Lo stesso assessore Torrisi ha detto che la discarica di grotte San Giorgio tra due anni sarà piena. Allora lanciamo l’allarme: il problema è che l’attuale sistema di raccolta con i cassonetti non funziona e la comunicazione è partita con troppo ritardo, seppure per scelta del Comune. L’attuale contratto con la ditta aggiudicataria dell’appalto è stato predisposto nel 2008 e prevede una percentuale massima del 38% di differenziata. E’ stato impostato male, senza lungimiranza. Adesso l’obiettivo è ben più stringente e occorre cambiare approccio. Allora chiediamo che l’accordo sia modificato e suggeriamo di puntare sul porta a porta e su una vera premialità per chi differenzia. Si può fare subito in alcuni quartieri – ha concluso Bianco – ma noi riteniamo che dialogando con i cittadini si possa fare su tutto il territorio».

 

di Dario De Luca

20 dicembre 2011

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