Carcere di Piazza Lanza: Il no del governo

di Mirko Tomasino

Il carcere cittadino non sta attraversando un periodo felice. Dopo gli ultimi episodi riguardante l’esplosione di fuochi d’artificio nei dintorni della Casa circondariale e relativi rumori da clacson, il governo, nella persona del sottosegretario alla Giustizia, Maria Elisabetta Alberti Casellati, esprime parere negativo sullo stato di degrado in cui imperversa il carcere.

Il sottosegretario ha commentato gli spazi ristretti in cui sono costretti a vivere i detenuti e si è soffermata sulla possibilità di ampliare la casa circondariale e offrire maggiori spazi ricreativi e di libertà ai suoi ospiti.
“I detenuti in isolamento- ha aggiunto il Sottosegretario -non fanno alcuna attività, lo spazio per l’ora d’aria è piccolo. Trovo questo reparto bruttissimo, forse uno dei più brutti che ho visitato. Avevo detto che la casa circondariale di Padova era la più sovraffollata ed è vero ma le condizioni lì erano migliori perchè le stanze erano un po’ di più” .

“Qui in molti reparti- ha continuato il sottosegretario Alberti Casellati -si mescola il bagno con la cucina: è un’idea di edilizia che va totalmente cambiata: è giusto che il detenuto sconti il suo debito nei confronti dello Stato ma è giusto anche che abbia una dignità e la possibilità di ricostruirsi. Ma è proprio la struttura vecchia del carcere, che va ripensato: non deve essere più soltanto il luogo di detenzione ma anche il luogo dove si attua la riabilitazione”.
All’emissario del governo è stato donato un quadro della Madonna realizzato da uno dei detenuti che ha manifestato al sottosegretario la sua fede ritrovata tra le mura detentive.
Una fede che sembra avere abbandonato i carcerati (588) costretti a vivere in una struttura sufficiente a ospitarne 250.
A quale santo bisogna rivolgersi per programmare una seria svolta?

 

9 ottobre 2011

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook