Catania: una movida tra i bulli ai piedi del “Bellini”

di Andrea Spinello

Con l’arrivo dell’autunno, uno degli scenari più affascinanti e caratteristici di Catania, piazza Vincenzo Bellini, riprende ad essere il punto di snodo della movida etnea. Conosciuta come “piazza Teatro Massimo”, per via della presenza di quello che forse è il più importante simbolo della cultura catanese, essa ospita specialmente nel weekend diverse migliaia di giovani che si radunano per trascorrere le loro notti più o meno brave. Da un po’ di anni però questo luogo pieno di storia e di vitalità culturale è preso d’assedio da giovani bulli che lo rendono “off-limits” per chi vuol trascorrere una serata tranquilla. Sono sempre più frequenti, infatti, atti di bullismo e di vandalismo che deturpano la piazza e ne incentivano il degrado, anche a fronte dei recenti interventi di manutenzione e ristrutturazione voluti dal Comune.

L’ambiente caratteristico della piazza, specialmente il sabato sera, è costellato da giovanissimi ubriachi contraddistinti da uno scarsissimo senso civico. Così tra urla, insulti e a volte anche scaramucce in piena piazza, le passeggiate ai piedi del “Bellini” diventano sempre più simili a percorsi in zone di guerra.

Ultimamente, alcuni teppisti sono arrivati al punto di disattivare una piccola cabina elettrica dell’Enel lasciata senza protezione, sita in una delle due stradine che costeggiano il Teatro, staccando così la corrente elettrica e lasciando al buio un’ampia parte di piazza. I residenti e i titolari di pub sono ormai abituati a simili episodi, tanto che la rassegnazione sta ormai prevalendo sulla rabbia. Il Comune ha deciso di far fronte al problema rafforzando la presenza delle forze dell’ordine.  Nel weekend, a partire dalle 20, i vigili urbani presidieranno con più unità il centro storico, mentre un camper della Polizia municipale stazionerà per tutta la sera in piazza. Infine, una pattuglia notturna si occuperà di controllare l’ordine pubblico dopo la chiusura dei locali. Probabilmente queste misure attuate per contenere i numerosi fenomeni di delinquenza riusciranno nell’impresa di ridurre gli eventi “sgradevoli”, ma si rivelano ancora insufficienti per quella che si appresta ad essere la grande sfida del capoluogo etneo nei prossimi anni: il risveglio del senso civico in larga parte della popolazione giovanile.

Data (28/09/2011)

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